Mitigazione della deriva nei trattamenti fitosanitari
di Paolo Donati (RI.NOVA Soc. Coop)
.La parte introduttiva della Direttiva 2009/127/CE (recepita con il DLgs. 124/2012) precisa che “l’uso dei pesticidi è riconosciuto come una minaccia per la salute umana e l’ambiente”. È pertanto necessario che la distribuzione dei prodotti fitosanitari venga attuata secondo requisiti di elevata professionalità e competenza che consentano di garantire una reale ed effettiva sostenibilità ambientale dell’attività agricola. È noto, infatti, che l’esecuzione dei trattamenti fitosanitari per la difesa delle colture comporta la generazione di fenomeni di deriva a seguito dei quali parte della miscela erogata non si localizza sulla coltura (Fig. 1). Questo movimento del fitofarmaco dall’area trattata verso un qualsivoglia sito diverso dal bersaglio (deriva) può determinare:
Il fenomeno è particolarmente sentito nei trattamenti su colture arboree nei quali, anche in funzione della fase vegetativa, possono verificarsi perdite prossime al 50-70% del prodotto erogato.
In questo contesto normativo nel 2017 il Ministero della Salute ha approvato un documento di orientamento incentrato sulle misure in grado di ridurre la deriva “Misure di mitigazione del rischio per la riduzione della contaminazione dei corpi idrici superficiali da deriva e ruscellamento” (https://www.salute.gov.it). In tale ambito vengono fornite indicazioni sulle misure di mitigazione che possono contribuire a ridurre i fenomeni di deriva consentendo ai produttori di ottemperare alle indicazioni fornite al riguardo dalle etichette dei prodotti fitosanitari. Il succitato documento è tuttora in corso di revisione al fine di superare alcune criticità emerse nella applicazione di tali misure. Tuttavia, si ritiene opportuno fornire, già in questa fase, alcune indicazioni di carattere generale in attesa della revisione ministeriale.
Relativamente alle misure di mitigazione della deriva si precisa che le prescrizioni supplementari delle etichette dei prodotti fitosanitari riportano spesso una frase relativa alla necessità di proteggere gli organismi acquatici o gli artropodi non bersaglio dai fenomeni di deriva adottando una fascia di rispetto non trattata (buffer zone) dai corpi idrici superficiali o da aree non coltivate la cui larghezza varia da prodotto a prodotto. In molti casi l’etichetta riporta anche precise indicazioni per quanto attiene all’ulteriore adozione di dispositivi o strategie distributive che consentano di ridurre la deriva secondo specifiche percentuali definite dall’etichetta stessa.
Le misure di mitigazione della deriva possono essere indirette o dirette.
Le misure indirette riducono l’esposizione alla deriva dell’area sensibile e sono costituite da sistemi di captazione quali fasce di rispetto o barriere verticali (es. siepi, reti antigrandine).
Le misure dirette riducono invece la generazione della deriva attraverso l’adozione di specifiche strategie distributive e/o dispositivi tecnici che agiscono sulla formazione delle gocce, sul trasporto della miscela e sull’orientamento dell’irrorazione.
MISURE INDIRETTE PER LA MITIGAZIONE DELLA DERIVA
Le misure indirette riducono l’esposizione alla deriva dell’area da proteggere e sono costituite da sistemi di captazione quali fasce di rispetto o barriere verticali (es. siepi, reti antigrandine). Soprattutto nel caso di trattamenti su colture arboree, la deriva verso le aree da tutelare può essere ridotta inserendo nella fascia di rispetto delle barriere, quali siepi, alberature o frangivento artificiali (Fig. 2). L’inserimento di barriere verticali all’interno della fascia di rispetto può ridurre la deriva anche del 50% già a pochi metri dall’atomizzatore e arrivare anche oltre al 90% con barriere ottimali. Per assicurare una reale funzione antideriva è tuttavia necessario che il sistema di captazione rispetti alcune condizioni minime, quali:
Caratteristica importante della barriera (vegetata o artificiale) è la porosità ottica, data dalla frazione di spazi vuoti, che possono farsi attraversare dalla luce. La porosità ottica condiziona la capacità di intercettazione della deriva. Una siepe molto fitta ha una porosità molto bassa (5% di spazi vuoti), una siepe di media fittezza ha una porosità del 30-40% (Fig. 3).
Con barriere vegetate la migliore intercettazione si verifica con barriere fitte dotate di porosità ottica < 35%.
Nei trattamenti alle colture arboree, la deriva può essere ridotta con una rete antigrandine stesa al di sopra della coltura e chiusa lungo i filari di bordo dell’appezzamento. La rete ostacola la dispersione delle gocce e permette di ridurre la deriva del 50% con atomizzatori convenzionali e del 90% con atomizzatori a torretta e a tunnel.
MISURE DIRETTE PER LA MITIGAZIONE DELLA DERIVA
Le misure dirette limitano la generazione della deriva attraverso l’adozione di specifiche strategie distributive e/o dispositivi tecnici che agiscono sulla formazione delle gocce, sul trasporto della miscela e sull’orientamento dell’irrorazione.
1) Ugelli antideriva a iniezione d’aria
Si caratterizzano per produrre gocce più grandi attraverso accorgimenti tecnici che favoriscono l’inserimento di aria nel flusso di soluzione che scorre all’interno dell’ugello stesso. In questo modo si generano gocce grandi arricchite di bolle d'aria e quindi meno soggette ai fenomeni di deriva (Fig. 4). L’efficacia degli ugelli antideriva è tuttavia vincolata ad un accurato controllo della pressione di esercizio che deve rientrare entro specifici limiti, superati i quali si verifica una riduzione o anche l’annullamento dell’effetto antideriva. Il documento di orientamento del Ministero della Salute fa riferimento ad ugelli antideriva a iniezione d’aria per i quali viene specificata una particolare dimensione ISO. A questo riguardo occorre rammentare che la norma ISO10625 ha definito uno specifico binomio codice/colore che permette di individuare da subito i requisiti distributivi di ogni singolo ugello.
A parità di pressione di esercizio, ugelli ISO con lo stesso codice/colore garantiscono infatti la medesima portata (litri/minuto) a prescindere da quale sia la ditta produttrice o la tipologia di ugello (cono, ventaglio, specchio, ecc.), come sintetizzato in Tab. 1.
Tabella 1. Portata degli ugelli in funzione di diverse pressioni d’esercizio.
|
Codice/colore ISO 10625 Portata (litri/minuto) in funzione di diverse pressioni di esercizio |
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|
Dimensione |
Colore ISO |
Pressione (bar) |
|||||||
|
3 |
4 |
5 |
6 |
8 |
10 |
12 |
14 |
||
|
0,050 |
Viola |
0,20 |
0,23 |
0,26 |
0,28 |
0,33 |
0,37 |
0,40 |
0,43 |
|
0,075 |
Rosa |
0,30 |
0,35 |
0,39 |
0,42 |
0,49 |
0,55 |
0,60 |
0,65 |
|
0,1 |
Arancio |
0,40 |
0,46 |
0,52 |
0,57 |
0,65 |
0,73 |
0,80 |
0,86 |
|
0,15 |
Verde |
0,60 |
0,69 |
0,77 |
0,85 |
0,98 |
1,10 |
1,20 |
1,30 |
|
0,2 |
Giallo |
0,80 |
0,92 |
1,03 |
1,13 |
1,31 |
1,46 |
1,60 |
1,73 |
|
0,25 |
Lilla |
1,00 |
1,15 |
1,29 |
1,41 |
1,63 |
1,83 |
2,00 |
2,16 |
|
0,3 |
Blu |
1,20 |
1,39 |
1,55 |
1,70 |
1,96 |
2,19 |
2,40 |
2,59 |
|
0,4 |
Rosso |
1,60 |
1,85 |
2,07 |
2,26 |
2,61 |
2,92 |
3,20 |
3,36 |
|
0,5 |
Marrone |
2,00 |
2,31 |
2,58 |
2,83 |
3,27 |
3,65 |
4,00 |
4,32 |
|
0,6 |
Grigio |
2,40 |
2,77 |
3,10 |
3,39 |
3,92 |
4,38 |
4,80 |
5,18 |
|
0,8 |
Bianco |
3,20 |
3,70 |
4,13 |
4,53 |
5,23 |
5,84 |
6,40 |
6,91 |
|
Fonte: Regione Emilia-Romagna |
|||||||||
Ad esempio, alla pressione di 3 bar un ugello giallo a norma ISO (ISO 02) erogherà sempre 0,8 litri/minuto a prescindere dalla marca e dalla tipologia (ugello a cono, a ventaglio, a specchio, ecc.).
Occorre tuttavia rilevare che l’elevata dimensione delle gocce prodotte dagli ugelli antideriva riduce sensibilmente il numero di impatti per unità di superficie (n° di gocce per cm2 di superficie vegetale) con la concreta possibilità che si creino aree del bersaglio non adeguatamente coperte. Quanto indicato potrebbe rappresenta un problema per i prodotti fitosanitari che agiscono per contatto che, in quanto tali, manifestano la propria efficacia solo a seguito di un deposito caratterizzato da un elevato numero di impatti per unità di superficie. Risulta evidente che il progredire dell’efficacia antideriva comporti la generazione di gocce di dimensioni progressivamente superiori cui si associa, per contro, un incremento delle aree scarsamente trattate.
Prove di campo finalizzate a valutare il livello di bagnatura fogliare utilizzando uno specifico tracciante fluorescente hanno, tuttavia, consentito di accertare che gli ugelli antideriva a ventaglio rappresentano un ottimale compromesso tra efficacia antideriva e adeguata copertura del bersaglio (Fig. 5).
Si riporta di seguito una elaborazione delle tabelle 2 e 3 del succitato Documento di orientamento che sintetizza la riduzione percentuale della deriva ottenibile su barre irroratrici per colture erbacee (Tab. 2) e su irroratrici ad aeroconvezione per colture arboree (Tab. 3) adottando specifiche soluzioni tecniche in associazione ad ugelli con dimensione ISO predefinita (Fonte: Regione Emilia-Romagna).
|
Tabella 2:
|
Riduzione percentuale della deriva ottenuta in barre irroratrici in funzione del tipo di ugello, portata e pressione di esercizio, della localizzazione del trattamento, della presenza di schermi e di manica d’aria. M%: percentuale di mitigazione della deriva |
|
Tipo di ugello |
Dimensione |
Colore |
Esempi (*) |
Portata nominale a 3 bar (L/min) |
Pressione di esercizio (bar) |
Barra irroratrice tradizionale (M%) |
Distribuzione localizzata lungo le file (M%) |
Distribuzione localizzata con schermi (M%) |
Presenza manica d’aria (M%) |
Ugello di fine barra (M%) |
|
Cono o ventaglio convenzionale |
≤ ISO 04 |
Viola |
XR Teejet TXB Teejet |
≤ 1,6 |
≤ 3 |
0 |
75 |
90 |
75 |
25 |
|
Rosa |
||||||||||
|
Arancio |
||||||||||
|
Verde |
||||||||||
|
Giallo |
||||||||||
|
Lilla |
||||||||||
|
Blu |
||||||||||
|
Rosso |
||||||||||
|
Cono o ventaglio convenzionale |
≥ ISO 05 |
Marrone |
XR Teejet TXB Teejet |
> 2,0 |
≤ 3 |
50 |
75 |
90 |
75 |
25 |
|
Grigio |
||||||||||
|
Bianco |
||||||||||
|
Azzurro |
||||||||||
|
Antideriva a iniezione d’aria |
ISO 01 - 03 |
Arancio |
AVI Albuz AI Teejet TTI Teejet AFC Asj IDK Lechler |
04 - 1,2 |
3 - 8 |
50 |
75 |
90 |
75 |
25 |
|
Verde |
||||||||||
|
Giallo |
||||||||||
|
Lilla |
||||||||||
|
Blu |
||||||||||
|
Antideriva a iniezione d’aria |
ISO 04 - 05 |
Rosso |
AVI Albuz AI Teejet TTI Teejet AFC Asj IDK Lechler |
1,6 - 2,0 |
3 - 8 |
75 |
75 |
90 |
75 |
25 |
|
Marrone |
||||||||||
|
Antideriva a iniezione d’aria |
≥ ISO 06 |
Grigio |
AVI Albuz AI Teejet TTI Teejet AFC Asj IDK Lechler |
> 2,4 |
3 - 8 |
90 |
75 |
90 |
75 |
25 |
|
Bianco |
||||||||||
|
Azzurro |
(*)
|
Tabella 3:
|
Riduzione percentuale della deriva ottenuta con tre tipologie di irroratrici ad aeroconvezione per colture arboree in funzione del tipo di ugello, portata, pressione di esercizio. M%: percentuale di mitigazione della deriva |
|
Tipo di ugello |
Dimensione |
Colore |
Esempi (*) |
Portata nominale a 10 bar (L/min) |
Pressione di esercizio (bar) |
Atomizzatore convenzionale (M%) |
Atomizzatore a torretta (M%) |
Irroratrice a tunnel (M%) |
|
Convenzionale |
Tutte |
Vedi nota successiva |
Piastrine tradizionali ATR Albuz |
Tutte |
Tutte |
0 |
0 |
90 |
|
Antideriva A |
ISO 01 - 03 |
Arancio |
CVI Albuz TVI Albuz AITX Teejet ITR Lechler |
0,73 - 2,19 |
> 8 |
25 |
25 |
90 |
|
Verde |
||||||||
|
Giallo |
||||||||
|
Lilla |
||||||||
|
Blu |
||||||||
|
Antideriva B |
ISO 01 - 03 |
Arancio |
CVI Albuz TVI Albuz AITX Teejet ITR Lechler |
0,73 - 2,19 |
£ 8 |
50 |
50 |
95 |
|
Verde |
||||||||
|
Giallo |
||||||||
|
Lilla |
||||||||
|
Blu |
||||||||
|
Antideriva C |
ISO 04 e superiori |
Rosso |
CVI Albuz TVI Albuz AITX Teejet ITR Lechler |
> 2,92 |
> 8 |
50 |
50 |
95 |
|
Marrone |
||||||||
|
Grigio |
||||||||
|
Bianco |
||||||||
|
Azzurro |
||||||||
|
Antideriva D |
ISO 04 e superiori |
Rosso |
CVI Albuz TVI Albuz AITX Teejet ITR Lechler |
> 2,92 |
£ 8 |
75 |
75 |
99 |
|
Marrone |
||||||||
|
Grigio |
||||||||
|
Bianco |
||||||||
|
Azzurro |
La prima riga della tabella 2 (tipo di ugello convenzionale) indica le percentuali di mitigazione della deriva utilizzando ugelli convenzionali. A questo riguardo, occorre rilevare che le principali tipologie di ugelli adottate nei trattamenti su colture arboree in Emilia-Romagna non sono a norma ISO.
Nell’assoluta maggioranza dei casi le irroratrici operanti su colture frutti-viticole in ambito regionale adottano, infatti, piastrine tradizionali in ceramica oppure ugelli a cono vuoto ATR della ditta Albuz. Entrambe queste tipologie non sono in linea con la Norma ISO 10625.
Occorre, tuttavia, evidenziare che l’ugello a cono vuoto ATR sta progressivamente soppiantando la classica piastrina in ceramica.
Ciononostante, la mancata omologazione alla norma ISO degli ugelli ATR potrebbe causare legittime perplessità agli agricoltori che intendessero sostituire detti ugelli con altri omologati secondo la norma ISO. Al fine di risolvere questa problematica è stata elaborata il seguente schema di conversione che consente di associare gli ugelli a cono ATR al corrispondente codice/colore ISO. Adottandola l’agricoltore ha la certezza di individuare ugelli a norma ISO dotati delle medesime performance dei corrispondenti ugelli ATR Albuz.
|
Colore ugello ATR Albuz |
|
Colore ISO 10625 |
|
Bianco |
Þ corrispondenza colore ISO Þ |
Viola |
|
Lilla |
Þ corrispondenza colore ISO Þ |
Rosa |
|
Marrone |
Þ corrispondenza colore ISO Þ |
Arancio |
|
Giallo |
Þ corrispondenza colore ISO Þ |
Verde |
|
Arancio |
Þ corrispondenza colore ISO Þ |
Giallo |
|
Rosso |
Þ corrispondenza colore ISO Þ |
Lilla |
|
Grigio |
Þ corrispondenza colore ISO Þ |
Blu |
|
Verde |
Þ corrispondenza colore ISO Þ |
Bordeaux |
|
Nero |
Þ corrispondenza colore ISO Þ |
Rosso |
|
Blu |
Þ corrispondenza colore ISO Þ |
Marrone |
Ad esempio, l’agricoltore che intende sostituire i propri ugelli ATR Albuz di colore arancio con quelli a norma ISO di pari performance, dovrà operare con ugelli ISO di colore giallo.
2) Ugelli di fine barra a getto asimmetrico
Gli ugelli di fine barra sono ugelli a ventaglio caratterizzati da un getto asimmetrico che vengono montati alle estremità delle barre irroratrici utilizzate per le colture erbacee. Il loro utilizzo consente di limitare l’erogazione della miscela fitoiatrica al di sotto della barra stessa garantendo una distribuzione più precisa (Fig. 6). Di questa particolare tipologia di ugelli esistono anche versioni antideriva (Fig. 7). La loro adozione consente di ridurre la deriva fino a percentuali del 25%.
3) Coadiuvanti antideriva
I coadiuvanti possono avere anche un’azione antideriva legata ad un incremento della dimensione delle gocce erogate dagli ugelli. Per essere classificato come “antideriva”, un additivo deve essere registrato secondo la linea guida ministeriali. Gli additivi registrati con funzione antideriva riducono la deriva almeno del 50% (Fig. 8).
4) Ugelli a specchio per trattamenti su colture erbacee
Sulle barre irroratrici utilizzate per i trattamenti alle colture erbacee possono essere montati ugelli a specchio (Fig. 9) che si caratterizzano per generare un getto piatto a seguito dell’urto della soluzione contro una superficie deflettente. Questi ugelli, che generano un angolo di apertura del getto assai ampio (150°), risultano efficaci solo se utilizzati con pressioni di esercizio possibilmente non superiori a 3 bar. A queste condizioni generano gocce di dimensioni elevate e, pertanto, assai meno suscettibili a fenomeni di deriva. L’utilizzo di questi ugelli consente riduzioni della deriva del 50% e oltre.
5) Irroratrici per colture erbacee dotate di manica d’aria
Le barre irroratrici a polverizzazione meccanica possono essere dotate di una manica alimentata da un ventilatore che genera un flusso d’aria indirizzato verso la coltura contribuendo a convogliare la soluzione verso il bersaglio e riducendo l’entità di gocce che rimangono sospese nell’atmosfera dietro la barra (Fig. 10). L’utilizzo della manica d’aria deve essere comunque adottato su colture già sviluppate mentre va evitato il suo utilizzo su terreno nudo nel qual caso, a causa della notevole turbolenza generata, si otterrebbe una deriva superiore a quella prodotta da una barra convenzionale. L’impiego della manica d’aria, nelle opportune condizioni di impiego, riduce la deriva del 75%.
6) Sistemi di distribuzione localizzata utilizzati su irroratrici per colture erbacee
Nel caso di colture erbacee disposte a file è possibile fare ricorso a tecniche che trattano solo la fila oggetto di coltivazione (Fig. 11). Si tratta di soluzioni montate di norma su macchine operatrici che svolgono altre operazioni colturali quali seminatrici, sarchiatrici, ecc. Tali sistemi consentono di ridurre la deriva del 75%.
7) Distribuzione localizzata con schermature
Tra le attrezzature destinate al diserbo vanno annoverate anche quelle utilizzate per i trattamenti nel sottofila delle colture arboree (Fig.12). Si tratta di piccole barre irroratrici dotate di uno o più ugelli che indirizzano il trattamento nel sottofila. Queste attrezzature possono essere dotate di specifiche schermature che impediscono la dispersione della soluzione erogata. In questo caso la riduzione della deriva viene massimizzata dall’avvicinare quanto più possibile gli ugelli al terreno. L’uso di questi sistemi di distribuzione localizzata permette di ridurre la deriva del 90%.
Sul medesimo principio si basano alcuni modelli di irroratrici per colture erbacee a tutt’oggi scarsamente diffuse nei nostri ambienti.
8) Verso di irrorazione nei trattamenti alle colture arboree
Negli atomizzatori convenzionali ad aeroconvezione il flusso d’aria prodotto dal ventilatore rappresenta una causa determinante per la generazione di deriva.
Durante l’irrorazione dei filari di bordo il flusso d’aria indirizzato verso l’esterno dell’appezzamento può generare una notevole deriva. Per impedirlo è possibile spegnere il ventilatore oppure impiegare schermature mobili che chiudono il flusso d’aria verso l’esterno da un solo lato dell’atomizzatore.
Per quanto riguarda la chiusura dell’aria e degli ugelli sono possibili 5 modalità di lavoro benché alcune di esse non risultino attualmente applicabili a tutti gli atomizzatori (Fig. 13).
Di fatto tutti gli atomizzatori consentono di staccare la ventola e mantenere attivi gli ugelli (Modalità B), oppure chiudere solo gli ugelli di un lato (Modalità C) mantenendo attivo il flusso d’aria generato dalla ventola. Ad oggi, la chiusura dell’aria su un solo lato (Modalità D ed E) risulta disponibile su di un ridotto numero di atomizzatori.
Occorre inoltre rilevare che adottando la Modalità B (aria chiusa su due lati e liquido aperto su due lati) si rinuncia alla funzione di trasporto della soluzione sul bersaglio svolta dall’aria (aeroconvezione) con possibili problemi di deposito nelle forme di allevamento dotate di elevata densità di chioma. In questo caso la funzione di trasporto della soluzione sarebbe affidata alla sola pressione di esercizio che potrebbe risultare incompatibile con le pressioni di lavoro suggerite per gli ugelli antideriva.
Per i motivi descritti, la Modalità C (aria aperta su due lati e liquido chiuso dal lato esterno) rappresenta di fatto la modalità più accessibile.
In questo caso la percentuale di mitigazione varia in funzione del numero di filari coinvolti e della tipologia di irroratrice ad aeroconvezione, come di seguito sintetizzato:
|
Verso del trattamento numero di filari trattati solo verso l’interno |
Percentuale di mitigazione della deriva (M%) |
|
|
Atomizzatore convenzionale |
Atomizzatore a torretta |
|
|
Passaggio per ultimo filare |
35% |
35% |
|
Passaggio per ultimi 2 filari |
50% |
60% |
|
Passaggio per ultimi 3 filari |
67% |
77% |
9) Dispositivi per la chiusura del flusso d’aria
Durante il trattamento dei filari di bordo campo esclusivamente verso l’interno della coltura, la corrente d’aria prodotta dalla ventola delle irroratrici per colture arboree è comunque causa di notevole deriva dovuta al flusso d’aria indirizzato verso l’esterno della coltura. Parte delle gocce di miscela erogate verso l’interno della coltura rientrano infatti nella sezione di aspirazione della ventola e vengono indirizzate verso la zona sensibile adiacente all’appezzamento trattato. Per ovviare a questo inconveniente è possibile impiegare specifiche schermature mobili che escludono il flusso d’aria prodotto dalla semiraggera orientata verso l’esterno della coltura (Fig. 14). L’adozione di questa soluzione trattando i tre filari più esterni consente di ridurre la deriva del 50%.
Come già anticipato, va tuttavia rilevato che, ad oggi, l’offerta commerciale di tali dispositivi è ancora assai ridotta.
10) Irroratrici a tunnel
Le irroratrici a tunnel utilizzate su colture arboree sono dotate di specifici pannelli che, scavallando il filare, impediscono che la soluzione erogata possa oltrepassare il filare trattato. Nelle versioni più evolute (irroratrici a recupero) i pannelli sono dotati di sistemi di recupero del prodotto non andato a bersaglio che viene captato e reintrodotto nel serbatoio (Fig. 15). L’utilizzo delle irroratrici a tunnel garantisce una riduzione della deriva prossima al 90%.
Si riporta di seguito una tabella che sintetizza la riduzione della deriva ottenibile adottando le soluzioni tecniche sin qui descritte:
|
Soluzione tecnica |
Percentuale di mitigazione della deriva M% |
|
Ugelli antideriva a iniezione d’aria su barre irroratrici a polverizzazione meccanica per colture erbacee |
da 0 a 90% in funzione del tipo di ugello, della portata e della pressione di esercizio |
|
Ugelli antideriva a iniezione d’aria su irroratrici ad aeroconvezione per colture arboree |
da 0 a 75% in funzione del tipo di ugello, della portata e della pressione di esercizio |
|
Ugelli di fine barra a getto asimmetrico |
25% |
|
Coadiuvante antideriva |
50% |
|
Ugelli a specchio per barre irroratrici per colture erbacee |
50% |
|
Manica d’aria su barre irroratrici a polverizzazione meccanica |
75% |
|
Sistemi di distribuzione localizzata su irroratrici per colture erbacee |
75% |
|
Distribuzione localizzata con schermature |
90% |
|
Verso di irrorazione dell’ultimo filare |
da 35 a 77% in funzione del numero di filari coinvolti e della tipologia di irroratrice ad aeroconvezione |
|
Dispositivi per la chiusura del flusso d’aria |
50% |
|
Irroratrici a tunnel |
90% |
11) Regolazione strumentale dell’irroratrice
Occorre evidenziare che tutte le soluzioni tecniche sin qui descritte risulteranno efficaci solo se l’irroratrice viene sottoposta periodicamente a regolazione strumentale presso i Centri prova autorizzati. Questa operazione consente di individuare le modalità di utilizzo più adeguate alle realtà colturali di ogni singola azienda. Si ricorda infatti che le scelte in merito alla tipologia di ugelli, alla velocità di avanzamento, al volume di distribuzione ed alla pressione di esercizio sono tutte strettamente correlate a vanno ponderate in funzione del tipo di polverizzazione richiesto per ogni specifico intervento.
La definizione di corrette modalità di utilizzo garantisce pertanto l’ottimizzazione dell’intervento fitosanitario e la parallela riduzione dell’impatto ambientale invariabilmente correlato al trattamento stesso.
Tra le fasi di regolazione delle irroratrici per colture erbacee è compresa la verifica del corretto assetto della barra e della più idonea altezza di lavoro che, se eccessiva, determina sicure perdite per deriva (Fig.16).
La verifica dell’uniformità di distribuzione eseguita sugli atomizzatori consente invece di regolare adeguatamente l’inclinazione degli ugelli al fine di indirizzare l’irrorazione sulla sola parete vegetale contenendo eventuali fenomeni di deriva (Fig. 17).
Per calcolare la riduzione della deriva ottenibile combinando più misure di mitigazione occorre sottrarre in successione, dalla cifra che rappresenta la totale assenza di mitigazione (100), le singole percentuali di mitigazione assegnate a ciascuna soluzione tecnica (M%). Il risultato finale, che è indipendente dall’ordine delle varie sottrazioni, va poi detratto da 100 al fine di ottenere la percentuale di mitigazione definitiva.
In questo caso la mitigazione totale della deriva risulta pari al 51,2% sulla base del seguente calcolo:
|
|
Calcolo |
Risultato |
|
100 - 25% = |
75 |
|
75 - 35% = |
48,75 |
|
100 - 48,75 = |
51,2 |
2. Atomizzatore convenzionale - Utilizzo di ugelli antideriva a iniezione d’aria di dimensione ³ ISO 04 con pressione di esercizio £ 8 bar in associazione con coadiuvante antideriva.
In questo caso la mitigazione totale della deriva risulta pari al 87,5% sulla base del seguente calcolo:
|
Calcolo |
Risultato |
|
|
100 - 75% = |
25 |
|
25 - 50% = |
12,5 |
|
100 - 12,5 = |
87,5 |
Esempi di combinazione tripla su atomizzatori ad aeroconvezione
1. Atomizzatore convenzionale - Utilizzo di ugelli convenzionali in associazione con verso di irrorazione degli ultimi tre filari e coadiuvante antideriva.
In questo caso la mitigazione totale della deriva risulta pari al 83,5% sulla base del seguente calcolo:
|
|
Calcolo |
Risultato |
|
100 - 0% = |
100 |
|
100 - 67% = |
33 |
|
33 - 50% = |
16,5 |
|
100 - 16,5 = |
83,5 |
Questo caso dimostra come sia possibile ottenere importanti percentuali di mitigazione della deriva anche utilizzando ugelli convenzionali (non antideriva) avvalendosi di soluzioni tecniche alternative.
2. Atomizzatore convenzionale - Utilizzo di ugelli antideriva a iniezione d’aria di dimensione ³ ISO 04 con pressione di esercizio £ 8 bar in associazione con verso di irrorazione degli ultimi tre filari e coadiuvante antideriva.
In questo caso la mitigazione totale della deriva risulta pari al 95,87% sulla base del seguente calcolo:
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Calcolo |
Risultato |
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100 - 75% = |
25 |
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25 - 67% = |
8,25 |
|
8,25 - 50% = |
4,13 |
|
100 - 4,13 = |
95,87 |
1. Utilizzo di ugelli a ventaglio convenzionali di dimensione £ ISO 04 con pressione di esercizio £ 3 in associazione con manica d’aria in funzione.
In questo caso la mitigazione totale della deriva risulta pari al 75% sulla base del seguente calcolo:
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Calcolo |
Risultato |
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100 - 0% = |
100 |
|
100 - 75% = |
25 |
|
100 - 25 = |
75 |
2. Utilizzo di ugelli antideriva a iniezione d’aria di dimensione ³ ISO 06 con pressione di esercizio £ 8 bar in associazione con manica d’aria in funzione.
In questo caso la mitigazione totale della deriva risulta pari al 97,5% sulla base del seguente calcolo:
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Calcolo |
Risultato |
|
100 - 90% = |
10 |
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10 - 75% = |
2,5 |
|
100 - 2,5 = |
97,5 |
1. Utilizzo di ugelli a ventaglio convenzionali di dimensione £ ISO 04 con pressione di esercizio £ 3 bar in associazione con ugelli di fine barra a getto asimmetrico e manica d’aria in funzione.
In questo caso la mitigazione totale della deriva risulta pari al 81,2% sulla base del seguente calcolo:
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|
Calcolo |
Risultato |
|
100 - 0% = |
100 |
|
100 - 25% = |
75 |
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75 - 75% = |
18,75 |
|
100 - 18,75 = |
81,2 |
2. Utilizzo di ugelli antideriva a iniezione d’aria di dimensione ³ ISO 06 con pressione di esercizio £ 8 bar in associazione con ugelli di fine barra a getto asimmetrico e manica d’aria in funzione.
In questo caso la mitigazione totale della deriva risulta pari al 98,1% sulla base del seguente calcolo:
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|
Calcolo |
Risultato |
|
100 - 90% = |
10 |
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10 - 25% = |
7,5 |
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7,5 - 75% = |
1,87 |
|
100 - 1,87 = |
98,1 |
Ricordiamo infine altri fattori di carattere generale che hanno un’influenza sulla qualità del trattamento e anche sulla deriva.
Il volume di distribuzione
La definizione di corretti volumi di distribuzione risulta irrinunciabile alla luce dei numerosi riflessi che tale modalità di utilizzo determina su tutte le fasi caratterizzanti la produzione (impatto ambientale, deriva della soluzione irrorata, economicità dei trattamenti, qualità delle produzioni, salvaguardia per l’operatore, ecc.).
L’utilizzo di volumi di distribuzione superiori alle reali necessità è inoltre in contrasto con l’adozione di tecniche produttive ad elevato contenuto qualitativo riconducibili ai principi delle “produzioni integrate”. E’ pertanto necessario adottare un volume di distribuzione che garantisca un’adeguata copertura della superficie oggetto di trattamento (terreno o massa vegetale) evitando al tempo stesso eccessi che possano causare danni alla coltura o favorire un incremento dell’impatto ambientale invariabilmente legato ai trattamenti stessi.
La determinazione di corretti volumi d’intervento rappresenta pertanto una delle fasi essenziali caratterizzanti la metodologia di regolazione strumentale delle irroratrici prevista dalla Regione Emilia-Romagna. Quanto indicato si fonda sulla necessità di garantire una concreta efficacia alle operazioni di controllo funzionale e regolazione strumentale delle irroratrici attraverso la definizione di corrette modalità di irrorazione. Risulterebbe infatti del tutto vano adottare precisi e severi limiti di tolleranza per quanto attiene al controllo sull’efficienza delle singole componenti meccaniche tralasciando poi di garantire il ricorso a corrette modalità di utilizzo (adeguate velocità di avanzamento, volumi appropriati, corrette pressioni di esercizio ecc.).
Nella consapevolezza che al fine di ottenere un’effettiva riduzione dell’impatto ambientale dei trattamenti fitosanitari non sia possibile prescindere da corrette tarature, sia pur nell’ambito di precise verifiche diagnostiche sull’efficienza delle singole componenti meccaniche, la Regione Emilia-Romagna ha pertanto reso obbligatoria la regolazione strumentale delle irroratrici utilizzate dalle aziende agricole che operano in Produzione Integrata volontaria e in Produzione biologica.
Occorre tuttavia evidenziare che le notevoli differenze agronomico-colturali presenti tra le diverse Regioni e Provincie autonome rendono di fatto improponibile qualsiasi omogeneizzazione di livello nazionale in tema di volumi di distribuzione. Conseguentemente il Documento di orientamento sulla mitigazione della deriva non ha affrontato tale aspetto che, a giudizio di chi scrive, deve restare di stretta pertinenza di ogni singola Amministrazione locale. In tale ambito i Disciplinari di Produzione Integrata della Regione Emilia-Romagna definiscono i volumi massimi di distribuzione per ogni singola coltura. Conseguentemente le macchine irroratrici operanti nei suindicati contesti produttivi non possono essere regolate per volumi superiori ai limiti massimi previsti dai Disciplinari stessi.
Le condizioni meteorologiche
La valutazione delle condizioni meteorologiche presenti al momento del trattamento risulta essenziale nel garantire un ottimale contenimento della deriva. Al tal riguardo occorre tenere in debita considerazione i seguenti aspetti:
¨ Umidità dell’aria
Condizioni di ridotta umidità dell’aria incrementano la quota di evaporazione a carico delle gocce di soluzione erogate dall’irroratrice. Ne deriva un incremento della quantità di gocce fini con un conseguente picco dei fenomeni di deriva.
¨ Temperatura
Con temperatura dell’aria elevata le gocce più fini tendono ad evaporare prima di raggiungere la vegetazione risalendo inoltre verso l’alto. La nube di gocce resta pertanto esposta più a lungo alle correnti d’aria aumentando notevolmente la deriva dall’area trattata. Questo fenomeno, definito deriva termica, si verifica tipicamente con trattamenti effettuati a conclusione di giornate calde. È pertanto opportuno trattare preferibilmente al mattino nelle ore più fresche della giornata.
¨ Vento
La direzione e l’intensità del vento risultano determinanti nell’indirizzare parte delle gocce erogate dalla macchina irroratrice verso l’esterno dell’area trattata. Al riguardo si suggerisce di operare preferibilmente in assenza di vento e comunque mai con velocità del vento superiori a 2,5 metri al secondo.
Il ricorso a misure di mitigazione della deriva dovrà essere tuttavia integrato da altri interventi che, come già accade in altri Paesi europei, consentano di classificare le macchine irroratrici in base alla propensione nel generare deriva. Sarà inoltre necessario avviare specifiche attività di ricerca tendenti a definire le condizioni di riferimento della deriva per le più importanti colture e forme di allevamento nazionali.
È inoltre indispensabile assicurare la necessaria formazione ai tecnici abilitati alle operazioni di controllo funzionale e regolazione strumentale delle macchine irroratrici affinché possano fornire adeguato supporto ai singoli produttori.
Ciò consentirà di porre le basi per l’applicazione di una difesa fitosanitaria razionale ed oculata che permetta l’ottenimento di produzioni di elevato valore qualitativo con un ridotto impatto ambientale.