Insetti alieni: l’ultimo degli invasori
Ritrovamenti di Ricania speculum sul territorio reggiano
di Alessandra Barani, Pasquale Mazio e Andrea Franchi
L’insetto
Somiglia ad una farfalla, ma non ha nulla a che fare con i lepidotteri. L’abbiamo definita “cicalina”, ma soloin senso lato perché delle cicaline è una lontana parente. In realtà appartiene all’ordine Hemiptera sez. Auchenorrhyncha, infraordine Fulgoromorpha, superfamiglia Fulgoroidea, famiglia Ricaniidae. Dal punto di vista sistematico è quindi parente stretta di Metcalfa pruinosa,Acanalonia conica e Dictyophara europea, con le quali condivide l’infraordine e la super famiglia.
È un insetto, originario del sud est asiatico, osservato per la prima volta in Liguria nel 2009, dove si è progressivamente stabilizzato. In Italia è già presente in diverse regioni.
Essendo estremamente polifago, viene ospitato da ben 80specie vegetali, sia coltivate che spontanee,tra cui vite, agrumi, olivi, altri alberi da frutto e ornamentali. Compie una generazione all’anno e sverna come uovo.
Le uova sono deposte nella corteccia dei fusti e dei rametti più giovani e sottili; appaiono come una fila di piccoli denti appuntiti ed allineati (Fig.1). La schiusa avviene scalarmente in primavera.
Gli stadi giovanili hanno un aspetto singolare per la presenza di strutture cerose simili a piume e disposte a coda di pavone (Fig.2).
L’adulto, che si nutre della linfa delle piante ospiti, è capace di volare e di scattare in rapidi salti; è lungo circa 8 mm, con un'apertura alare di pressappoco 18 mm. Presenta macchie scure con zone trasparenti che, ad un’analisi accurata, lasciano intravedere le nervature alari (Fig.3-4).
Il danno sulle piante ospiti è riconducibile all’aspirazione della linfa da parte delle forme giovanili e degli adulti, nonché a disseccamenti in corrispondenza delle ovature.Infatti, il rilascio delle uova nei tessuti della pianta, attraverso l'ovopositore appuntito della femmina, causa l'appassimento dei germogli o dei rami. La produzione di melata potrebbe diventare un problema in caso di elevato numero di individui nelle nuove aree di introduzione.
La diffusione in provincia di Reggio Emilia
Nella nostra provincia l’avevamo intercettata per la prima volta nel 2020, su una pianta di corniolo in prossimità di un vigneto, nel corso di una visita in località Mandrio di Correggio.
Nel 2021, i primi rinvenimenti di questa specie aliena hanno riguardatoun vigneto del Check-up, a Fosdondo di Correggio, doveabbiamo osservato alcune forme giovanili a metà luglioe qualche sporadico adulto, alla fine di agosto.
Nella prima settimana di ottobre,in un’ulteriore vigna del Cka Castellazzo (RE), abbiamo intercettato un adulto sui fogli collosi del trappolaggio giallo (vedi articolo specifico); dopo la metà di ottobre, altro ritrovamento questa volta su nocea Budrio di Correggio. A seguire,nell’ultima decade del mesenella medesima località, abbiamo rilevato alcuni adulti rimastiaccidentalmente invischiati in vecchie trappole,atte al monitoraggio dei tortricidi in pereto. Stessa fine è capitata ad un adulto di R. speculumnel vigneto del Cka S. Faustino di Rubiera.
Successivi rinvenimenti di adulti sono stati effettuati nel corso di una visita su vite, a Fazzano di Correggio, su una trappola cromotropica installata nel periodo estivo per il controllo delle reinfestazioni di scafoideo.
Nel progetto del trappolaggio giallo dei Ck, dopo i controlli definitivi delle oltre 90 trappole, si è aggiunto il ritrovamento di un individuo in zona San Polo (Barcaccia).
In sintesi, gli areali in cui abbiamo fatto i ritrovamenti nel 2020-2021 sono:Correggio (località Mandrio, Fosdondo, Fazzano e Budrio), Reggio Emilia (località Castellazzo), Rubiera (località S. Faustino) e S. Polo (località Barcaccia).
Le essenze su cui abbiamo rinvenuto l’insetto, o l’ambito in cui lo abbiamo osservato, sono:
Vite (su vegetazione) e vigneto (intrappolato); Noce (su vegetazione); Pereto (intrappolato); Corniolo (su vegetazione).
In tutti i casi, il numero di individui rinvenuti o catturati era molto limitato. In queste zone, così come fortunatamente in tutta la provincia,sono presenti numerosi corridoi verdi naturali dove, con buona probabilità, questa specie si è insediata. Sono polmoni vegetali preziosi per l’ecosistema e per contrastare il calore crescente nelle città. Qui possono vivere indisturbati uccelli, piccoli mammiferi e diverse specie di insetti, utili e meno utili. Non è sempre agevole ispezionare queste aree ecologiche spontanee, ma è possibile avere il polso della situazione attraverso controlli nelle zone limitrofe, nei parchi, nei sentierinaturalistici e nelle coltivazioni.
Per ora R. speculum,negli areali in cui è diffusa da diversi anni, non ha provocato danni evidenti all’agricoltura. Si tratta di mantenere controllato il territorio ed eventualmente eliminare le ovature laddove venissero rilevate.
Bibliografia
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