Consorzio Fitosanitario Provinciale

Ragnetto giallo della vite: quando preoccuparsi?

di Paolo Belletti

Biologicamente il ragnetto giallo della vite (Eotetranycus carpini) è un acaro della famiglia dei Tetranichidi che ha un comportamento polifago e, oltre alla vite, può visitare anche svariati tipi di latifoglie sia ornamentali che di importanza paesaggistica; è diffuso sul territorio italiano prevalentemente al nord e compie circa 7-8 generazioni l’anno.

Sverna come femmina adulta fecondata di colore giallo dorato sotto la scorza o nelle pieghe della corteccia, virando il suo colore al giallo-verdastro durante la stagione. Le dimensioni sono inferiori ai 0,5 mm, con i maschi di dimensioni leggermente minori.

L’attività trofica comincia precocemente già al germogliamento causando atrofie ai giovani germogli e puntinature necrotiche sulle foglioline; se l’attacco è più tardivo si possono notare alterazioni cromatiche, con arrossamenti o ingiallimenti del lembo delle foglie in prossimità delle nervature, da questo tipo di attacco si può sviluppare filloptosi anticipata nei casi più gravi.

Dato il numero elevato di generazioni spesso vi è sovrapposizione di uova, larve e adulti che formano colonie nella pagina inferiore delle foglie.

Storicamente il ragnetto giallo non ha mai causato gravi danni e solo dopo l’introduzione dei ditiocarbammati (utilizzati ampiamente come antiperonosporici) è sorto qualche problema a causa dell’abbattimento della popolazione dei suoi predatori. Al contempo gli insetticidi utilizzati per altre avversità della vite possono abbattere ulteriormente l’entomofauna utile che controlla naturalmente il tetranichide.

Il ragnetto giallo è molto sensibile all’uso dei fungicidi tradizionali e soprattutto lo zolfo, tanto più se in polvere, risulta tossico,.

Dei controllori naturali citiamo ad esempio alcune specie di acari fitoseidi quali Kampimodromus aberrans, Amblyseius andersonii e Typhlodromus pyri, utili anche per il controllo dei tripidi, degli eriofidi e del ragnetto rosso.

La suscettibilità a fattori esterni e la sua biologia rende le popolazioni dell’acaro sensibili a fluttuazioni all’interno della stessa annata, per questo motivo le infestazioni possono in alcuni casi rientrare nella norma senza provocare danni significativi.

Nel 2009 in alcuni vigneti dell’area collinare si è presentato in modo puntiforme qualche danno da ragnetto giallo, a tal proposito ecco gli estratti dei bollettini di lotta integrata 2009:

  • Nei bollettini N°19, 20, 21, 22, 23 dal 18 giugno al 23 luglio 2009 si segnalava la presenza dell’acaro:

“RAGNETTO GIALLO: si segnala una debole ripresa delle infestazioni in alcune aziende della provincia. Si consiglia di mantenere controllati i campi.”

  • Nei successivi bollettini N°24 e 25 dal 23 luglio al 6 agosto 2009 si è deciso di posizionare l’unico intervento acaricida ammesso dal disciplinare:

“RAGNETTO GIALLO: si evidenzia tuttora la presenza e la ripresa di infestazioni in alcune aziende della provincia. Si consiglia di mantenere controllati i campi.

Al superamento della soglia del 30-45% di foglie con forme mobili presenti intervenire con EXITIAZOX+FENAZAQUIN, CLOFENTEZINE, EXITIAZOX, FENAZAQUIN, FENPIROXIMATE, PYRIDABEN o TEBUFENPIRAD.”

Dalle nostre osservazioni in campo e dalle visite aziendali condotte dai tecnici del Consorzio Fitosanitario si notarono attacchi limitati a poche piante o al massimo ad alcuni filari, generalmente quindi sono stati consigliati interventi specifici localizzati alle sole aree interessate e non all’intero appezzamento.

Per eseguire un corretto monitoraggio del ragnetto giallo in primavera si esaminano un campione di 100 foglie, prelevandone una per ceppoin particolare la seconda foglia di un germoglio vicino al legno vecchio; in estate, invece, il campionamento verrà eseguito prelevando le 100 foglie dalla parte mediana del tralcio.

La soglia di danno prevista dai disciplinari di produzione integrata è:

a inizio vegetazione 60-70% di foglie con forme mobili presenti, scendendo in piena estate al 30-45% di foglie con forme mobili presenti.

Per il 2010 la Regione Emilia-Romagna nei disciplinari di lotta integrata autorizza un solo trattamento acaricida, con i seguenti principi attivi: exitiazox+fenazaquin, clofentezine, exitiazox, fenazaquin, fenpiroximate, pyridaben, etoxazole, tebufenpirad. Essi sono più selettivi di quelli utilizzati negli anni passati, specie per quanto riguarda il profilo ecotossicologico, dato fondamentale per preservare al meglio l’entomofauna utile che garantisce in modo naturale e gratuito il controllo del patogeno. Di fatto la maggior parte delle situazioni allarmano l’agricoltore più del necessario, senza causare di norma danni produttivi. La lotta al ragnetto è prevalentemente indiretta, evitando i trattamenti con prodotti dannosi ai predatori e limitando i trattamenti specifici solo in casi di effettiva necessità, accorgimenti quindi in linea con la filosofia della lotta integrata.

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