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I costi della meccanizzazione in viticoltura

di Claudio Corradi

Quando si parla di costi di produzione dell’uva molto spesso ci si focalizza in modo particolare  sul numero di ore di manodopera complessivamente necessarie per la coltura, sul costo di fitofarmaci, di fertilizzanti o della vendemmia. Esistono però altre due voci di costo molto importanti e che incidono in modo rilevante: l’ammortamento dell’impianto e l’ammortamento del parco macchine.

Costo di ammortamento delle macchine

Molto spesso un’operazione effettuata meccanicamente è effettivamente più conveniente rispetto alla sua esecuzione manuale, anche se questo concetto non è necessariamente vero per ogni situazione. L’incidenza del costo delle attrezzature è inversamente proporzionale alla superficie complessivamente servita dalle stesse. L’effettiva convenienza economica tuttavia non è il solo parametro che deve indirizzare le scelte, basti per questo pensare all’irroratrice che molto spesso deve essere presente in azienda per assicurare assoluta autonomia delle scelte e tempestività di esecuzione. In questo caso oltretutto il numero di utilizzi della macchina nel corso della stagione è comunque elevato rispetto ad  altri tipi di macchine, come potrebbero essere cimatrici o potatrici.

Non dimentichiamo che nel territorio reggiano esiste una forte vocazione dei viticoltori a dotarsi di attrezzature proprie che li rendano completamente autonomi, anche se a questa scelta non sempre corrisponde un reale vantaggio economico. Per non parlare dell’assenza di propensione a individuare opportunità di acquisto e un uso comune delle attrezzature da parte di aziende limitrofe, sistema che tuttavia potrebbe essere interessante da provare a rimettere in campo. Quello che piuttosto prevale è la tendenza ad acquistare le macchine aziendali con la speranza di poter poi svolgere parziali servizi di contoterzismo per accelerarne gli ammortamenti.

Provando ad analizzare l’entità di un parco macchine dedicato all’azienda viticola, sufficientemente aggiornato e completo come tipologie di attrezzature, prendendo come riferimento prezzi medi di acquisto delle attrezzature, quindi non le più economiche ma nemmeno le più costose, emerge un costo di acquisto complessivo prossimo ai 100 mila euro. In questo valore non è considerata la vendemmiatrice che meriterebbe un discorso a se stante e che nel reggiano, quando aziendale, viene comunque nella maggioranza dei casi utilizzata per servizio di conto-terzi.

Nel calcolo del costo di ammortamento di queste attrezzature viene adottato un tasso del 5% e considerato un periodo di 20 anni che di fatto è sicuramente eccessivo vista la forte e rapida evoluzione tecnologica delle attrezzature particolarmente accentuata in questi ultimi anni. Nelle valutazioni non viene però considerato il valore residuo della macchina a fine carriera, dopo vent’anni veramente irrisorio, e nemmeno il valore dell’Iva.

L’incidenza del valore delle attrezzature è, come già detto in precedenza,inversamente proporzionale alla superficie aziendale, almeno entro un certo limite.  Nel caso si superi questo limite per alcune attrezzature quali per esempio trattore e irroratrice diventa indispensabile incrementarne il numero, mentre altre come potatrice o cimatrice sono in grado di servire un maggior numero di ettari complessivi.

La superficie media delle aziende viticole reggiane, ma anche di quelle modenesi, è di poco superiore ai  2 ettari. Di conseguenza il costo medio di ammortamento del parco macchine è piuttosto elevato.

Tabella 1 : Costo di ammortamento del parco macchine di un’azienda viticola e relativa incidenza in funzione della superficie di vigneto complessivamente servita. Ammortamento calcolato su di un periodo di 20 anni ad un tasso del 5%.

Costo macchine a quintale uva.

Nela tabella 2 vengono esposti i costi di ammortamentodel parco macchine aziendale esposto in tabella 1 riferiti a quintale di uva, in funzione della superficie aziendale alla quale questo è destinato, e della produzione ettariale. In giallo è evidenziato il costo a quintale a carico dell’azienda viticole media del territorio dei lambruschi.

Tabella 2. Incidenza dei costi di ammortamento del parco macchine viticolo per quintale d’uva, in funzione della superficie aziendale e della resa produttiva per ettaro

In generale, nelle valutazioni legate alla meccanizzazione in viticoltura, occorre tener sempre presente alcune considerazioni:

- la forte specializzazione delle attrezzature richiede una altrettanta professionalità degli operatori (esempio irroratrici a recupero di prodotto);

- alcune operazioni possono essere meccanizzate solo variando la tecnica colturale abituale dell’azienda;

- la specializzazione delle attrezzature impone maggiori costi di manutenzione e riparazione;

- le macchine aziendali in genere vincolano l’azienda per un lungo periodo, mentre il ricorso a contoterzisti permette di poter contare su macchine spesso più aggiornate e tecnologicamente d’avanguardia;

- ricorrere a contoterzisti per determinate operazioni colturali non sempre permette il razionale impiego di personale aziendale, come per esempio nel caso della prepotatura con rifinitura al seguito rispetto a un cantiere disgiunto.

Conclusioni

I vantaggi economici derivati dalla meccanizzazione aziendale devono sempre essere valutati con molta attenzione,  soprattutto considerando gli effettivi costi che non sono solo quelli di ammortamento delle attrezzature ma anche quelli della necessità di personale sempre più qualificato, nonché di maggiori costi di manutenzione e di riparazione. Il vantaggio economico preventivato deve sempre essere sottratto di tutti i costi derivanti dall’effettivo utilizzo delle macchine. Il transito fra i filari infine deve tener conto del massimo rispetto dei suoli per non generare calpestamenti, soprattutto in condizioni di bagnato eccessivo. Per quanto riguarda le attrezzature è sempre opportuno valutare con estrema attenzione la dotazione di accessori che, se da un lato può essere importante per chi svolge attività di conto-terzi, per le aziende che hanno sistemi omogenei e standardizzati possono risultare spesso non necessari e inutilmente costosi. Il viticoltore, infine, non deve mai far mancare fra i filari la sua attività di monitoraggio del vigneto, visto che la conoscenza palmo per palmo della sua azienda resta sempre la condizione fondamentale per il successo della sua attività.

 

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