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Irrigazione a goccia : l’importanza di conoscere l’impianto.

Di Claudio Corradi

In questi ultimi anni, con la complicità delle recenti stagioni decisamente torride e siccitose, è vistosamente incrementata l'attenzione nei confronti dei sistemi di irrigazione a goccia. Come noto questi vantano importanti peculiarità a partire dal preciso controllo dell'acqua distribuita che, al contrario dei sistemi irrigui classici, può essere anche molto modesta. Al di là di questo aspetto primario non va dimenticato che con la localizzazione profonda dell'acqua si ottiene anche un certo risparmio idrico ed energetico oltre al fatto che i sistemi a goccia hanno una modesta necessità di manodopera e peraltro permettono di realizzare la fertirrigazione. Tutto questo ovviamente non può prescindere dalla corretta adozione di tempi e turni di intervento adeguati che ancora oggi troppo spesso vengono lasciati all'improvvisazione. A questo proposito esiste una grande difformità di opinioni, e spesso vengono formulati consigli generalizzati e inutili se non contestualizzati rispetto ad alcune caratteristiche specifiche dell'impianto, prime fra tutte la spaziatura fra i gocciolatori e la portata degli stessi. È quindi evidente che alla domanda " quanto devo far funzionare il mio impianto ?" non può seguire una risposta che esprime un tempo se prima non si sono assunti dati fondamentali che di per sè possono imporre di dimezzare, ridurre di un terzo, o ancora di più, i tempi necessari per l'esecuzione di un turno di irrigazione. Innanzitutto si deve tenere sempre ben presente che la goccia distribuita sul terreno si comporta in modo molto differente in funzione delle caratteristiche di tessitura dello stesso. A grandi linee, si sa che in un terreno sabbioso l'acqua che cade sempre nello stesso punto si sposta con un movimento prevalentemente verticale, raggiungendo rapidamente maggiori profondità rispetto a quanto accade in un terreno argilloso, dove il movimento è molto più orizzontale. La conoscenza delle caratteristiche del terreno permetterà quindi di individuare la corretta spaziatura fra i gocciolatori, che evidentemente dovranno essere più ravvicinati nei terreni sabbiosi e più distanti in quelli argillosi, adottando spaziature che nelle nostre realtà potranno rispettivamente variare fra i 35 e i 75 centimetri. Da questo punto di vista, va preso atto che in un terreno sabbioso sono necessari tempi di irrigazione brevi e turni molto ravvicinati mentre nei terreni argillosi sono più accettabili tempi lunghi di irrigazione e interventi più dilatati nel tempo. Il tutto ovviamente sempre entro certi limiti, legati soprattutto alla portata dei gocciolatori: questi possono essere fra loro anche molto differenti e non è perciò assolutamente concesso generalizzare sui tempi di funzionamento. Nella scelta delle ali gocciolanti vanno considerati differenti aspetti tecnici che partono dal diametro, in genere 16 o 20 millimetri, dallo spessore del tubo, che ne determina la robustezza e incide sul prezzo, dal tipo di gocciolatore, che può essere a piastrina o integrale, e non ultimo dal fatto che questo sia normale o autocompensante. Di fatto non esiste un tipo di ala gocciolante migliore di un'altra in senso assoluto ma questa deve essere opportunamente individuata in funzione dell'utilizzo che ne andremo a fare, tenendo presente che l'aspetto più importante da considerare nella scelta sarà innanzitutto l'uniformità di erogazione, ancor più che la durata nel tempo e un costo adeguato. A questo scopo è importante tener sempre ben presente che l'uniformità di erogazione di un ala gocciolante normale è legata alla lunghezza della linea, stabilita in funzione del tipo di gocciolatore. Per quanto riguarda invece un'ala gocciolante autocompensante, la lunghezza delle linee realizzabili è direttamente proporzionale alla pressione di esercizio applicata. Può sembrare assurdo ma con pressioni di esercizio troppo basse, prossime ad 1 bar, le ali autocompensanti hanno in genere prestazioni inferiori, in termini di lunghezza possibile della tratta rispetto a quelle normali mentre, al contrario, con pressioni più elevate permettono la realizzazione di file di lunghezza molto maggiore senza perdere uniformità di portata. Ai fini pratici, un aspetto determinante delle ali gocciolati è la portata del singolo gocciolatore (espressa in litri per ora) perché è in funzione di questa che possiamo individuare i corretti tempi di irrigazione. Il ragionamento è abbastanza semplice e lo si comprende dal fatto che una stessa ala gocciolante può montare, a parità di spaziatura, gocciolatori con portate differenti, le più diffuse delle quali sono 1.0, 1.6, 2.2, 4.0 e anche 7.0 litri/ora. Senza andare a ricercare condizioni estreme, è evidente che a parità di spaziatura, volendo apportare un determinato quantitativo di acqua, il tempo di funzionamento di ali con portata di 1.6 litri/ora dovrà necessariamente essere più che doppio rispetto a quello di un impianto con gocciolatori di portata di 4.0 litri/ora.
Allo stesso modo anche la spaziatura fra i gocciolatori è una variabile fondamentale visto che a parità di portata, per distribuire una identica quantità di acqua, una spaziatura a 60 centimetri dovrà funzionare esattamente il doppio rispetto ad una spaziatura 30 centimetri. La diversa distanza fra i punti di erogazione, inoltre, genererà una differente distribuzione dell'acqua rispetto all'apparato radicale che, anche in funzione della tessitura del terreno, nella spaziatura 30, a parità di quantità di acqua distribuita, sarà sicuramente più superficiale. Da queste riflessioni emerge quanto sia importante conoscere approfonditamente l'impianto e le sue caratteristiche tecniche, che devono però essere trasposte e adattate a uno specifico terreno per un suo corretto funzionamento. Non sono quindi accettabili indicazioni generiche sui tempi di funzionamento di un impianto, che necessitano, al contrario, di un'attenta valutazione di tutte queste variabili e che possono determinare anche grandi differenze nell'individuazione della razionale durata delle irrigazioni. A questo aspetto dei corretti tempi di irrigazione deve essere riconosciuta la reale importanza perché non è assolutamente vero che una irrigazione a goccia non può mai essere eccessiva e che, al di là del costo di acqua ed energia, "male non fa". Un eccesso di acqua può generare infatti dei dilavamenti di sostanze nutritive, sia naturalmente presenti nel suolo che apportate con la fertirrigazione, dalla zona dell'apparato radicale, trasportandole a profondità eccessive dove saranno perfettamente inutili. Per rendersi meglio conto dell'inutilità di tempi di irrigazione eccessivamente lunghi è importante fare alcune considerazioni di carattere pratico, tenendo conto che anche nell'irrigazione a goccia si parla convenzionalmente di litri di acqua distribuiti per metro quadro di superficie, anche se questi vengono localizzati (aspetto migliorativo) e non interessano tutta la superficie del terreno. A titolo di esempio si consideri un vigneto con filari a 2,75 metri uno dall'altro e un'ala gocciolante con spaziatura a 50 cm, vale a dire un gocciolatore ogni 1,37 metri quadri di superficie. Volendo distribuire 5 millimetri di acqua a irrigazione, corrispondenti a 5 litri per metro quadro di superficie, dovremo, per procedere con il calcolo, considerare la portata dei gocciolatori utilizzati. Questa è sempre espressa in litri ora per cui dividendo i litri che vogliamo distribuire per la portata del singolo gocciolatore troviamo il tempo di funzionamento necessario all'impianto. Prima di procedere a questo semplice conteggio occorre però adeguare il quantitativo di acqua erogato alla superfice coperta dal singolo gocciolatore: se intendiamo distribuire 5 litri a metro quadro e un singolo gocciolatore interessa una superficie di 1,37 metri quadri, il giusto quantitativo di acqua che il punto goccia dovrà erogare sarà di 5 x 1,37, vale a dire 6,85 litri a turno di irrigazione. A questo punto, tornando al ragionamento precedente, il calcolo delle ore di irrigazione saranno il risultato della divisione dei 6,85 litri che intendiamo distribuire per la portata del singolo gocciolatore che potrà essere di 1.5, 2.2, 3.9, o anche più, litri ora. Nella tabella sotto riportata sono indicati i tempi di irrigazione necessari a distribuire il quantitativo di acqua desiderato, riferiti all'esempio specifico di filari a 2,75 e spaziatura 50 centimetri, utilizzando ali gocciolanti di differente portata.

Tabella. Esempio di calcolo dei differenti tempi di irrigazione in un vigneto con filari a 2,75 metri e gocciolatori di differenti portate ma con identica spaziatura a 50 centimetri.

Volume di acqua da erogare (litri)   Portata dei gocciolatori (litri/ora)   Tempo di irrigazione (ore)
                    6,85  :                      1,5  =                 4,57
                    6,85  :                     2,2  =                3,11
                    6,85  :                     3,9  =                1,76

Quello che emerge da queste considerazioni è che, anche nella condizione di portata inferiore, il tempo massimo di irrigazione sarà di 4 ore e 34 minuti.
È evidente che nei periodi più torridi questa quantitativo irriguo (5 mm di acqua per metro quadro) dovrà essere quotidiano o al limite realizzato a giorni alterni. Quello della frequenza delle irrigazioni è un ulteriore aspetto di rilevante importanza dato che questa, sempre in funzione della tessitura del terreno, non deve mai essere allungata oltre i 3 giorni, perché determinerebbe tempi di irrigazione molto lunghi, risultando inefficace perché l'acqua si andrebbe a disperdere, soprattutto nei suoli sabbiosi, troppo in profondità.
In tutti i casi si può tenere presente che l'adozione di gocciolatori di portata inferiore è una condizione da preferire per tutti i tipi di terreno. In quelli sabbiosi distribuire più lentamente l'acqua permette alla stessa di spingersi in profondità con maggiore lentezza. In questi casi sono talvolta consigliati anche più interventi nel corso della stessa giornata, intervallati da pause adeguate. Nei terreni argillosi, che assorbono l'acqua in tempi più lunghi, ridurre i tempi di erogazione significa evitare il formarsi di piccole pozze d'acqua superficiali, più soggette, seppur in piccola parte, a fenomeni di evaporazione. Oltre a questo, il ricorso ad ali giocciolanti di portata modesta permette di servire contemporaneamente una superficie complessiva maggiore; mentre a livello di problemi di occlusione non si evidenziano differenze, visto che la qualità del filtraggio delle acque deve essere eccellente sia in un caso che nell'altro, tanto da non permettere economie su questa importante componente dell'impianto. A titolo di esempio si pensi che un gruppo motopompa della portata di 1500 litri al minuto, nel caso di utilizzo di ala gocciolante di portata 1,5 litri l'ora, permette di servire contemporaneamente 8,3 ettari mentre ricorrendo a gocciolatori con portata di 3,9 litri l'ora gli ettari serviti scenderebbero a 3,2. I vantaggi di elevate portate possono essere legati solo alla presenza di grandi superfici o tempi ridotti di approvvigionamento dell'acqua.

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