Consorzio Fitosanitario Provinciale

Sommario

 Regolatoria ToxFitosanitari: quick overview 2

Gli interferenti endocrini (IE)

Cosa sono? Cosa comportano? Dove si trovano?

di Alessandra Barani e Andrea Franchi

Si tratta di materia delicata, complessa e per specialisti del settore medico scientifico. Ecco perché in questa nota descrittiva ci siamo affidati a fonti autorevoli riproponendo spesso i testi tal quali e fornendo i link per eventuali approfondimenti. Abbiamo cercato di evitare facili refusi e di fornire, il più possibile, informazioni generali “di pronta beva” per inquadrare la materia.

L'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha definito nel 2002 "interferente endocrino" una sostanza o miscela esogena che altera la funzione o le funzioni del sistema endocrino causando di conseguenza effetti avversi sulla salute di un organismo integro o della sua progenie o delle (sotto) popolazioni.

Il sistema endocrino è composto da una rete di ghiandole che controllano e regolano la secrezione e i quantitativi di ormoni nell’organismo. Gli ormoni sono messaggeri chimici fondamentali per il metabolismo, la crescita, lo sviluppo, il sonno e l'umore. È sufficiente una minima quantità di ormoni per innescare l'azione desiderata. Le interazioni che regolano il rilascio di ormoni dipendono da una varietà di fattori biologici e fisiologici. Squilibri e disfunzioni del sistema endocrino possono provocare malattie importanti come diabete, obesità, infertilità, alcuni tipi di cancro, ma anche difetti alla nascita e difficoltà di apprendimento.((1)EFSA).

Alcuni agenti chimici possono interagire o interferire con la normale attività ormonale come imitare gli ormoni naturali, scatenando però reazioni non desiderate, oppure bloccare l’azione degli ormoni naturali. Altre sostanze possono modificare i livelli di ormoni nell’organismo o i processi metabolici che degradano gli ormoni naturali. Tali effetti non sono sempre negativi. Il sistema endocrino è in grado di regolarsi e adattarsi a questi stimoli a seconda della natura della sostanza, della dose, della tempistica, del tipo di effetto e delle condizioni fisiche. Tuttavia, quando questa interazione o interferenza provoca degli effetti nocivi, ci si riferisce a tali sostanze chimiche come “interferenti endocrini”. Una sostanza, per essere considerata IE, deve rispondere a tre criteri: la presenza di un effetto avverso; la presenza di attività endocrina; il rapporto causale tra i due. ((1)EFSA).

Gli IE sono sostanze chimiche che incidono negativamente sulla salute degli esseri umani e degli animali. Nella fauna selvatica, diversi effetti riconducibili a interferenze sul sistema endocrino sono stati riscontrati, in diverse parti del mondo, nei molluschi, nei crostacei, nei pesci, nei rettili, nei volatili e nei mammiferi. In alcune specie l'alterazione delle funzioni riproduttive ha causato un calo della popolazione. ((2) ECHA).

Per quanto riguarda le persone, studi epidemiologici hanno ipotizzato che gli interferenti endocrini possano essere la causa di alterazioni della salute umana avvenute negli ultimi decenni, tra cui si annoverano la diminuzione della conta spermatica, un aumento dei casi di malformazioni genitali maschili e di alcuni tipi di tumore noti per essere sensibili agli ormoni.((2)ECHA).

Ricerche mediche indicano che le persone più esposte hanno maggior rischio di patologie riproduttive (nella donna infertilità, abortività, endometriosi ecc.) e disturbi comportamentali nell’infanzia. ((3)Ministero dell’Ambiente eISS).

In sintesi, alcuni degli effetti causati dagli IE sono relativi a:

- tossicità per lo sviluppo con incremento di malformazioni;

- interferenza coi meccanismi riproduttivi;

- incrementato rischio di cancro;

- alterata funzionalità del sistema immunitario;

- effetti relativi a sistema neuro endocrino, neurosviluppo e comportamento;

- alterazioni del metabolismo e sindrome metabolica.

Gli effetti avversi sono osservabili anche dopo lungo tempo da quando l’esposizione è cessata. Per esempio, l'esposizione di un feto nel ventre materno a un IE può determinare effetti che incidono sulla salute dell'adulto e forse anche delle future generazioni.

Gli effetti sono possibili anche a seguito di esposizioni a dosi molto basse; sembra, cioè, che non sia possibile stabilire una soglia di sicurezza per gli IE. ((4)ISS).

Inoltre, è possibile un effetto cocktail (mixture toxicity), ovvero diversi IE possono agire insieme e l'esposizione a una loro combinazione può produrre un effetto negativo a concentrazioni alle quali non è stato collegato alcun effetto se osservate individualmente. ((5)comunicazione della Commissione del 7 novembre 2018 (COM(2018)0734).

Il periodo più sensibile di esposizione sembra essere riconducibile alle fasi più importanti dello sviluppo, pre e postnatale (sviluppo fetale, infanzia e pubertà). L'esposizione durante tali periodi può provocare conseguenze permanenti e determinare una maggiore sensibilità alle malattie nel corso delle successive fasi della vita. ((5)comunicazione della Commissione del 7 novembre 2018 (COM(2018)0734).

L’equilibrio ormonale è fondamentale per la crescita, lo sviluppo del feto e del bambino. Pensiamo al ruolo di estrogeni e testosterone per il corretto sviluppo sessuale e la pubertà, o della tiroide per lo sviluppo cerebrale. Lo stesso IE può indurre effetti molto diversi nei maschi e nelle femmine. ((3) Ministero dell’Ambiente eISS).

Le sostanze che agiscono sul sistema endocrino possono essere di origine naturale o sintetica e siamo potenzialmente esposti a un’ampia varietà di molecole che possono essere presenti nella nostra dieta naturalmente, o come conseguenza di attività umane. Esempi di sostanze naturalmente presenti negli alimenti che possono esercitare effetti ormonali sono i fitoestrogeni, presenti nelle noci, nei semi oleosi e nei prodotti a base di soia. Alcune sostanze attive sul sistema endocrino sono anche usate intenzionalmente nei farmaci come, ad esempio, la pillola anticoncezionale o i sostituti degli ormoni tiroidei. ((1)EFSA).

Ma per identificare un IE, come già precisato, ci deve essere un “plausibile” nesso causale tra la bioattività endocrina della sostanza ed il danno; le sostanze che interagiscono con il sistema ormonale, ma non causano effetti nocivi sono dette "sostanze ad azione ormonale" o "sostanze ad azione endocrina" ((2) ECHA).

Tuttavia, la linea di confine tra azione endocrina e interferenza endocrina non è sempre chiara in quanto, in alcuni casi, l'effetto può risultare evidente solo dopo un certo periodo di tempo. ((2) ECHA, (6) Rubbiani, 2018).

Gli IE si trovano nel terreno, nell’acqua, nell’aria e anche negli alimenti. Hanno pertanto una distribuzione ubiquitaria. ((7)IARC).

Le fonti che possono originare un'esposizione sono le più svariate e spaziano dai residui di pesticidi ai prodotti di consumo utilizzati o presenti nella vita di tutti i giorni ((5)comunicazione della Commissione del 7 novembre 2018 (COM(2018)0734).

Gli IE si trovano in moltissimi prodotti ed hanno nature diverse. Tra le varie categorie di sostanze d’uso comune ricordiamo ((6) Rubbiani, 2018):

- Bisfenolo A: è soprattutto nella plastica, ma anche in molti utensili della cucina, in contenitori e pellicole per conservare gli alimenti, nelle lattine, negli imballaggi di plastica.

- Ftalati: sono presenti in particolare nel PVC di molti prodotti utilizzati abitualmente, come pannolini, scarpe, detergenti, prodotti cosmetici (dai profumi ai prodotti per la rasatura). In farmaceutica vengono utilizzati per la fabbricazione delle capsule gastro-resistenti.

- Perfluorati: sono sempre più diffusi nell’ambiente, soprattutto nei prodotti ittici.  Si trovano nei prodotti di carta per uso alimentare resistenti all’olio, padelle con rivestimenti antiaderenti.

- Polibromodifenileteri: impiegati come ritardanti di fiamma, sono impiegati nella produzione di tendaggi, tappeti, imbottiture.

- Idrocarburi policiclici aromatici: si formano dalla combustione dei motori delle auto e industriali. Si trovano nei fumi di sigaretta, di cottura, delle candele, di carne alla brace e nei prodotti affumicati o tostati.

- Diossine: sono tra le sostanze più tossiche presenti nell’organismo, introdotte con l’alimentazione. Derivano da procedimenti di fabbricazione come sbiancamento della carta, erbicidi, incenerimento dei rifiuti, scarto di oli industriali.

- Alchilfenoli etossilati: ampiamente utilizzati e presenti in detergenti, prodotti cosmetici, ecc..

- Parabeni: alcuni, di origine naturale, si trovano nella frutta e verdura, in formaggi, nel miele; ma l’industria li usa come conservanti nei farmaci, nei cosmetici e negli alimenti.

Ad oggi le attuali normative prevedono diverse restrizioni nell’uso di queste sostanze a seconda dei settori e delle tipologie di prodotti. I fitosanitari, in questo, sono tra i più normati.

Ti invitiamo alla lettura del quickoverview3.


Bibliografia e Sitografia

-(1) EFSA- Sostanze attive a livello endocrino

https://www.efsa.europa.eu/it/topics/topic/endocrine-active-substances

-(2) ECHA- Temi scientifici critici- Interferenti endocrini

https://echa.europa.eu/it/hot-topics/endocrine-disruptors

-(3) CONOSCI, RIDUCI, PREVIENI GLI INTERFERENTI ENDOCRINI. UN DECALOGO PER IL CITTADINO.

A Cura del Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare e dell’Istituto Superiore di Sanità (versione aggiornata al marzo 2014).

https://www.mase.gov.it/pagina/il-decalogo

-(4)ISSalute- Interferenti endocrini (19/06/219)

https://www.issalute.it/index.php/la-salute-dalla-a-alla-z-menu/i/interferenti-endocrini#link-approfondimento

-(5)Bruxelles, 7.11.2018. COM(2018)0734).COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO E

AL COMITATO DELLE REGIONI. Verso un quadro completo dell'Unione europea in materia di interferenti endocrini.

-(6) I distruttori endocrini: work (still) in progress. Maristella Rubbiani (Centro Nazionale sostanze chimiche, cosmetici e protezione del consumatore- ISS.). 6-9 marzo 2018 Giornate fitopatologiche.

-(7)IARC- È vero che gli interferenti endocrini possono aumentare il rischio di cancro?

https://www.airc.it/cancro/informazioni-tumori/corretta-informazione/interferenti-endocrini-aumentare-il-rischio-di-cancro

- Aggiornamenti normativi sulla difesa fitosanitaria- Criteri di valutazione degli interferenti endocrini (Maristella Rubbiani- Istituto Superiore di Sanità). 26 giugno 2019. Giornata di studio-Giornate Fitopatologiche.

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