Consorzio Fitosanitario Provinciale

Notiziario completo

Sommario

Formiche e lotta biologica contro le cocciniglie della vite

Efficacia delle esche per ridurre l’attività delle formiche.

di Fabio Gambirasio e Marco Profeta

Nel corso del 2020 la presenza di cocciniglie farinose sul nostro territorio, soprattutto per la specie Pseudococcus comstocki (Kuwana), risulta ormai diffusa in gran parte della Bassa reggiana e non solo. Infatti, dalle periodiche richieste di visita, sono molte le aziende che segnalano una presenza nella propria azienda e, nella grande maggioranza dei casi, si tratta di piccoli focolai riguardanti poche piante, anche se non mancano casi ben più problematici. Per la prima volta, in questa stagione, abbiamo rilevato i primi focolai di P.comstocki anche in pedecollina, dove storicamente era ed è presente Planococcus ficus (Signoret, 1875), più precisamente nel comune di Scandiano, nella località di Borzano e nel comune di Reggio Emilia, nella località San Bartolomeo. Questo ci fa pensare che nel giro di qualche anno la sua diffusione interesserà gran parte della viticoltura reggiana, quindi sarà una problematica con cui dovremmo convivere e imparare a gestire nel migliore dei modi (figura 1). 

Le risorse impiegate, anche quest’anno su questa avversità, sono molteplici:

-          Proseguimento delle prove sperimentali per il controllo delle cocciniglie tramite insetti utili, integrando variabili valide allo studio delle interazioni tra formiche e cocciniglie;

-          monitoraggio speciale in 12 aziende con infestazioni rilevanti durante il 2018 e 2019, dove controllare fase fenologica, diffusione e grado d’infestazione;

-          rilievi periodici nelle aziende check-up con annesso controllo delle trappole a ferormone per i maschi di entrambe le specie;

-          visite in campo;

-          servizio sms;

-          aggiornamento periodico online sul sito del Consorzio Fitosanitario (Diario cocciniglie della vite) e tramite il canale Fitogram, dove sono state riportate le osservazioni settimanali suddette. Questi dati ci hanno permesso di definire un ciclo biologico dettagliato delle 2 specie (figura 2);

Figura 2. Ciclo biologico di P. ficus e P. comstocki.

-          monitoraggio del volo dei maschi di cocciniglia delle 2 specie, attraverso l’installazione di trappole a ferormone, con campionamenti settimanali, riconoscimento e conta catture, seguendo un protocollo stilato dall’università di Bologna ed in collaborazione con i colleghi del Consorzio Fitosanitario di Modena.

Tutte le osservazioni sono state condotte mediante un protocollo specifico:

  • FASE A: da inizio marzo ai primi di maggio i rilievi si concentrano su cordone, con saggi di scortecciamento utili al ritrovamento di individui ancora nascosti;
  • FASE B: durante il mese di maggio i rilievi si spostano alla base dei tralci, in modo tale da intercettare la migrazione delle neanidi;
  • FASE C: da post-fioritura fino a Ferragosto, con osservazione mirata a livello dei grappoli, organo d’interesse ai fini di valutare una soglia di danno;
  • FASE D: da dopo Ferragosto a fine stagione, il controllo continua sui grappoli, interessando però anche tralci e cordone, così da avere un’idea del periodo in cui ha inizio la migrazione verso i siti di svernamento.

In tutti i rilievi effettuati durante la stagione, oltre alle osservazioni sull’organo d’interesse, non manca mai un controllo generale dell’intera pianta, così da avere informazioni relative alle fasi fenologiche dell’insetto ed al grado d’infestazione.

Oltre ai dati necessari all’aggiornamento periodico del ciclo biologico delle 2 specie, abbiamo raccolto anche informazioni relative alla gestione aziendale.

In generale si può dire che la maggior parte dei principi attivi impiegati ha avuto una buona efficacia, ottimizzata dalle tempistiche di utilizzo:

-          pyriproxyfen: questo insetticida regolatore di crescita, risulta applicabile sulle prime forme mobili esposte, in quanto il prodotto può essere utilizzato solo in prefioritura. Si consiglia in miscela con un adesivante;

-          spirotetramat: questa sostanza attiva denota una buona traslocazione acropeta e basipeta all’interno della pianta, anche se piuttosto lenta. Per questo motivo risulta importante il posizionamento, che dev’essere anticipato rispetto alla migrazione delle neanidi e durante la massima attività vegetativa delle piante, che corrisponde con la I e II generazione di entrambe le specie di cocciniglia;

-          acetamiprid: insetticida neonicotinoide sistemico. Dalle nostre osservazioni il prodotto, considerando il suo possibile utilizzo per la lotta obbligatoria contro il vettore della flavescenza dorata, Scaphoideus titanus (Ball.), ha una buona azione collaterale verso le cocciniglie farinose, prevalentemente sulle forme giovanili, soprattutto utilizzandolo in strategia con i prodotti precedenti ed al dosaggio indicato per cocciniglia. Svolge un’azione sia per contatto che in sistemia;

-          olio minerale estivo: il prodotto agisce prevalentemente per contatto, con una possibile efficacia sulle uova (impedendo gli scambi gassosi tra l’embrione e l’atmosfera) e contro gli stadi immaginali dei fitofagi (agendo per asfissia). Per avere un risultato accettabile, si consiglia di applicarlo con forme mobili esposte a dosaggi elevati, facendo attenzione a distanziarsi dai trattamenti a base di zolfo. Prodotto ammesso in agricoltura biologica;

-          lavaggi: ci sono diverse formulazioni utilizzabili che possono essere impiegate su infestazioni avanzate.Hanno un effetto di detergenza sulla vegetazione trattata, con rimozione di eventuali residui indesiderati, come la presenza di melata e fumaggini, su foglie e grappoli.

Durante le prove sperimentali, dal 2017 al 2019, in collaborazione con il dipartimento di Entomologia agraria dell’Università di Bologna, l’obiettivo è stato quello di valutare l’efficacia dell’imenottero parassitoide Anagyrus near pseudococci (Girault, 1915) e del coleottero predatore Cryptolaemus montrouzieri (Mulsant, 1853) nel contenere la problematica.

Riassumendo questi ultimi anni di prove, possiamo dare per assodato la buona efficacia di A.near pseudococci su P. ficus, ma non di certo affermare la stessa cosa su P. comstocki per il quale rimane la necessità di approfondire ulteriormente lo studio, verificando l’eventuale adattamento alla parassitizzazione di questa specie e individuando le eventuali variabili che potrebbero limitarne l’attività. Sul predatore C. montrouzieri abbiamo avuto riscontri postivi anche se con altalenanti performance nei vari anni e nelle diverse aziende prese in esame, con variabili, anche in questo caso, da approfondire e ricercare.

Sicuramente una delle variabili più determinanti che può influire sulla buona attività degli insetti utili è la presenza in campo di popolazioni di formiche che, come sappiamo, stabiliscono con la cocciniglia un sodalizio da cui entrambe ricevono vantaggi, le prime nutrimento e quest’ultime protezione.

Durante questi anni, infatti, ci siamo accorti come le formiche avessero un ruolo fondamentale nella buona riuscita del contenimento della problematica tramite i parassitoidi e i predatori, in quanto uccidendo e scacciando quest’ultimi, rendevano inefficace il loro eventuale contributo.

Da qui si è deciso di integrare e modificare le prove sperimentali eseguite fino ad ora seguendo un nuovo protocollo:-         

l’obiettivo della prova è stato quello di ridurre l’attività delle formiche mediante l’utilizzo di esche zuccherine, in quanto quest’ultime dovrebbero avere una funzione di attrattiva e, di conseguenza, distrarre le popolazioni di formiche dalle colonie di cocciniglie, così da avere informazioni relative alla loro influenza sul proliferare dell’infestazione e sulla eventuale limitazione al contenimento da parte degli antagonisti (figura 3);

-          la prova si è svolta su 4 aziende distribuite nella Bassa reggiana, nei comuni di Novellara e Correggio. In 3 di queste abbiamo effettuato le sperimentazioni anche negli anni precedenti;

-          l’appezzamento interessato dalla prova è stato suddiviso in 2 aree uguali tra loro, distanziate da una buffer zone per limitare al massimo le interferenze tra i 2 plot. In un plot sono stati installati degli erogatori, contenenti una sostanza zuccherina come esca attrattiva, mentre l’altro è stato utilizzato come controllo, quindi senza esche dissuasive (figura 3). Più precisamente ogni plot della prova è stato suddiviso in 2 tesi: conservativo (mantenimento dell’inerbimento naturale senza sfalcio dell’interfila) e intensivo (interfilare sfalciato regolarmente), in modo tale da verificare eventuali differenze di parassitizzazione, in quanto il parassitoide, essendo glicifago, si nutre sui fiori delle erbe spontanee presenti.Per standardizzare la prova e ricondurla ad una reale strategia aziendale, si è effettuato, inoltre, lo stesso trattamento allo S. titanus, vettore della flavescenza dorata, in ottemperanza alla lotta obbligatoria nella provincia reggiana;

-          gli erogatori sono stati installati con una densità di 123 esche/ettaro, distribuiti in modo omogeneo all’interno del plot corrispondente. Sono stati progettati per rendere accessibile alle formiche il liquido contenuto al loro interno, senza far si che esso si disperdesse ma, anzi, durasse per almeno un paio di settimane. È stata anche installata una rete per escludere eventuali insetti impollinatori che sarebbero potuti andare a cibarsi. Inizialmente, oltre ad acqua e zucchero, le esche sono state riempite con acido borico per avere un’azione insetticida, questo per cercare di diminuire un po' le popolazioni di formiche presenti in campo, mentre a partire da luglio gli erogatori sono stati riempiti con solo il liquido zuccherato. Circa ogni 2 settimane veniva eseguito il refill (foto1);

-          la sperimentazione ha previsto l’introduzione in tutte e 4 le aziende di A. near pseudococci in due momenti diversi, in modo tale da garantire la massima scalarità di parassitizzazione. Il primo lancio è stato effettuato a distanza di circa una settimana dal trattamento insetticida obbligatorio, mentre il secondo a 6 giorni dal primo. Dal momento del lancio sono stati eseguiti monitoraggi settimanali per tenere sotto controllo gli sviluppi della cocciniglia. Successivamente, in presenza di focolai, si è deciso di integrare il lancio con il predatore C. montrouzieri (tabella 1);

-          i campionamenti hanno previsto la raccolta di grappoli, su cui valutare il grado di infestazione e i tassi di predazione e parassitizzazione. In ogni plot, per ognuna delle aziende, sono stati raccolti casualmente dei grappoli per valutare l’infestazione: per il tasso di parassitizzazione random sono stati conteggiati i grappoli precedenti più i grappoli appositamente infestati (colonie). Su quest’ultimi, per quanto riguarda la predazione, infine si sono calcolate le popolazioni larvali di C. montrouzieri per grappolo (tabella 1);

-          l’attività delle formiche è stata invece monitorata attraverso un conteggio del numero di passaggi in un’area, nell’unità di tempo: è stata individuata una linea immaginaria sul cordone, a 10/15 cm dalla chioma dove, nell’arco di circa 60 secondi, venivano contati i passaggi che le formiche effettuavano in quell’arco di tempo. Questa operazione è stata eseguita in entrambi i plot per verificare l’eventuale influenza delle esche.

Le aziende 1,2 e 3, come già detto in precedenza, rientravano nella sperimentazione anche negl’anni passati. La seconda aveva ottenuto un buon controllo da parte di A. near pseudococcie da C. montrouzieri su P. ficus, la terza invece da parte del predatore su P. comstocki. Mentre l’azienda 1, dato l’elevato grado d’infestazione rilevato, aveva terminato la prova in anticipo rispetto alle altre di 20-30 giorni, intervenendo con un trattamento chimico d’emergenza, in quanto l’infestazione non si è riuscita a contenere con il solo ausilio degli insetti utili.

Prima di esporre i risultati ottenuti è opportuno precisare che i tassi di parassitizzazione sono stati raccolti sulla base di fori di sfarfallamento e “mummie” di cocciniglie parassitizzate, senza quindi ottenere uno sfarfallamento utile al riconoscimento delle specie antagoniste. Nel 2017 la prova su piccola scala effettuata nei confronti della specie P. ficus aveva invece previsto questa analisi di identificazione, fornendoci certezze sulla capacità di A. near pseudococci di parassitizzare questa specie, quindi attribuendo a quest’ultimo, in misura maggiore, i tassi ottenuti poi nel 2018, 2019 e 2020. Su P. comstocki, negli ultimi anni di sperimentazione, non possiamo quindi attribuire con certezza la bassa parassitizzazione rilevata ad opera di A. near pseudococcio da altri parassitoidi naturali, per questo motivo sarà prevista in futuro una replica della prova su piccola scala, con relativo sfarfallamento.

I risultati dettagliati di questa sperimentazione, in considerazione della esiguità di lavori analoghi sull’influenza delle formiche sull’attività d’antagonismo tra il fitofago e gli insetti utili, verranno trattati con maggiore dettaglio all'interno di future specifiche pubblicazioni, anche a respiro internazionale.

In linea di massima, i risultati che abbiamo ottenuto possono essere paragonati agli anni precedenti, e cioè:

-          AZIENDA 1: infestazione di P. comstocki; nonostante una modesta attività del parassitoide e una buona attività del predatore (sono stati eseguiti lanci supplementari vista l’elevata infestazione), non si è riusciti a contenere l’avversità, interrompendo anticipatamente la sperimentazione ed intervenendo con un trattamento chimico d’emergenza;

-          AZIENDA 2: infestazione mista con prevalenza di P. ficus; la problematica è stata contenuta con buoni tassi di parassitizzazione e predazione;

-          AZIENDA 3: infestazione di P. comstocki; la problematica è stata contenuta con buoni tassi di predazionee modesti tassi di parassitizzazione;

-          AZIENDA 4: infestazione mista con prevalenza di P. ficus; la problematica è stata contenuta con buoni tassi di parassitizzazione e predazione.

Per quanto riguarda l’impatto delle esche attrattive sulle formiche, abbiamo riscontrato che:

-          il numero di passaggi attraverso la linea immaginaria sul cordone nell’arco dei 60 secondi nel plot con le esche è stato, sul totale delle aziende, inferiore rispetto al controllo;

-          il grado delle infestazioni sul totale delle aziende è stato statisticamente inferiore nel plot con i dispenser, rispetto al controllo;

-          il tasso di parassitizzazione sul totale delle aziende, nel plot con le esche, è stato tendenzialmente superiore nel campionamento random e statisticamente superiore nelle colonie, rispetto al controllo;

-          il tasso di predazione sul totale delle aziende, nel plot con le esche, è stato statisticamente superiore e il numero di larve di C. montrouzieri è stato tendenzialmente maggiore rispetto al controllo.

Ovviamente a livello delle singole aziende ci sono state delle differenze, anche discordanti, ma sul totale possiamo affermare di aver ottenuto degli ottimi risultati che dimostrano il ruolo delle formiche nella lotta alle cocciniglie. Questi dati incoraggianti ci permettono di poter affermare che la prova proseguirà, in quanto ci sono ancora diverse variabili da approfondire, per far si che quanto ottenuto possa essere utilizzato per ridurre e gestire questa avversità con l’utilizzo di strategie mirate, integrando i differenti sistemi di contenimento.Abbiamo la consapevolezza che la strada da seguire sia quella della sostenibilità ambientale, riducendo, per quanto possibile, l’utilizzo di prodotti chimici ed incentivando la ricerca verso nuovi strumenti che tutelino il nostro ecosistema.

 

« Precedente
Torna al sommario
Successivo »
 
concrete5 - open source CMS © 2026 Consorzio Fitosanitario Provinciale.    All rights reserved. Sign In to Edit this Site