Chi l’ha visto, o meglio, qual è la causa?
di Casoli Luca
Nelle ultime stagioni ne stiamo vedendo di tutti i colori, le condizioni climatiche sempre più particolari determinano manifestazioni amplificate o talvolta nuove sulle nostre colture.
A tal proposito, nelle ultime 2 – 3 stagioni vegetative, stiamo osservando una crescente diffusione di una particolare sintomatologia fogliare a carico dei vigneti per la quale ci si è adoperati per individuarne la possibile causa.
L’alterazione a cui facciamo riferimento è comparsa in pieno periodo estivo su foglie completamente distese in un numero crescente di vigneti evolvendo nel corso della stagione fino a riguardare la quasi totalità delle foglie e, nei casi più gravi, a determinare importanti defogliazioni che inevitabilmente vanno ad incidere sulla fisiologia della maturazione.
Il sintomo si è manifestato con un imbrunimento internervale inizialmente visibile esclusivamente sulla pagina superiore del lembo fogliare a cui è seguita una progressione, sia dal punto di vista della gravità che della diffusione (fig. 1)
A seguito dell’aggravamento della sintomatologia si osserva una vera e propria degenerazione/disseccamento dei tessuti con manifestazioni che, ovviamente, si osservano anche sulla pagina inferiore della lamina fogliare (fig. 2)
L’evoluzione della sintomatologia, nei casi più gravi, ha riguardato buona parte delle foglie determinando situazioni di grave defogliazione (fig. 3)
Difficile e prematuro attribuire in maniera definitiva una differente sensibilità varietale anche se, dalle osservazioni territoriali, le varietà maggiormente interessate parrebbero lambrusco salamino e lambrusco marani, anche se anche altre varietà, quali ad esempio ancellotta, non parrebbero scevre dal problema.
In considerazione delle osservazioni degli anni precedenti si sono contemplate sia fisiopatie che fitopatie,senza rilevare riferimenti in ambito bibliografico o ricevere riscontri relativi alla presenza di agenti di malattia o danno.
Grazie alla disponibilità di una azienda già fortemente interessata nelle precedenti stagioni, si è dato corso ad una verifica realizzata attraverso il confronto nel medesimo appezzamento di pratiche e interventi differenti quali difesa acaricida, impiego di antitraspiranti (pinolene 96%), prodotti "schermanti" (caolino), irrigazione climatizzante sopra chioma con micro sprinkler (fig. 4) e concimazione fogliare con formulati a base di magnesio e zinco.
Le osservazioni derivanti da parziali verifiche effettuate nella precedente stagione non sono state confermate, tant’è che le pratiche attuate non hanno evidenziato alcuna significativa differenza sulla manifestazione del sintomo.
Solo recentemente il confronto con altre strutture e la ricerca bibliografica ha consentito di individuare le possibili cause riconducibili sostanzialmente ad un eccesso di radiazione solare, quindi una fisiopatiache dovrà essere indagata per comprendere eventuali ulteriori fattori in grado di accentuare la sintomatologia.
Come per altre manifestazioni le condizioni climatico ambientali sempre più frequentemente particolari e anomale rispetto al passato impongono una crescente attenzione verso questi aspetti, approfondimenti che proseguiranno a cui seguiranno i dovuti aggiornamenti ed eventuali indicazioni volte a contenere questa presumibile nuova fisiopatia.