Consorzio Fitosanitario Provinciale

Lotta alla peronospora

Quali errori da evitare?

Alla luce dell’annata trascorsa, i commenti di tecnici reggiani sulle strategie da applicare in situazioni climatiche difficili

di Stefano Meglioraldi

Questo articolo si propone di offrire alcuni spunti di riflessione sulla lotta alla peronospora, particolarmente sentita durante l’annata2013 acausa dell’andamento climatico favorevole al suo sviluppo.  Poiché l’esperienza di ognuno è importante ai fini di una maggiore comprensione del fenomeno, è stato richiesto un commento personale a tecnici esterni al Consorzio Fitosanitario Provinciale – siano essi tecnici di cantina o rivenditori – operanti sul territorio provinciale, in particolare nelle aree di pianura dove la viticoltura è più diffusa.

Molti dei testi di seguito riportati puntano l’attenzione non solo sui punti di forza o di debolezza delle diverse strategie di difesa adottate, ma anche sugli aspetti agronomici e gestionali che possono aver influito sulla presenza e sull’entità degli attacchi. Ovviamente, non tutti gli scritti concordano nei contenuti, ma proprio questa pluralità di vedute fa capire la complessità del fenomeno e delle sue possibili soluzioni; l’annata trascorsa ha infatti messo a dura prova le diverse strategie di lotta, evidenziandone in molti casi i limiti, nonché l’importanza di un confronto tra i tecnici del territorio, confronto che peraltro è stato portato avanti con continuità durante l’annata nei previsti incontri settimanali per la redazione del Bollettino di Produzione Integrata.

Gli aspetti che emergono da questi brevi commenti saranno oggetto di ulteriori approfondimenti e discussione nei prossimi mesi, al fine di far tesoro dell’annata trascorsa e offrire una maggiore efficacia di intervento in caso di annate difficili come il 2013.

I commenti dei tecnici

Distinguiamo 2 aspetti. Il primo riguarda la difficoltà oggettiva dell’annata: previsioni meteo incerte, maturazione ottimale delle oospore, difficoltà a eseguire i trattamenti causa diffusi ristagni di acqua. Il secondo riguarda il ricorso a pratiche discutibili nella scelta e distribuzione dei prodotti. Per fare alcuni esempi: trattare a file alterne, impiegare più giorni per eseguire un trattamento, sottodosare i principi attivi e scegliere arbitrariamente i preparati commerciali da usare; comportamenti che, per la maggior parte delle annate, hanno sostituito senza problemi i procedimenti ordinari e che quest’anno hanno invece mostrato ogni loro limite. Si tende a lesinare all’inizio e abbondare nelle fasi finali, con inutili trattamenti anche ad agosto inoltrato e a non dare la giusta quantità in piena vegetazione, esattamente il contrario di ciò che dovrebbe essere. Qual è la lezione? Occorre maggiore consapevolezza rispetto le caratteristiche di principi attivi e preparati commerciali, che devono essere scelti in base alla fase fenologica, alla pressione della malattia, alle piogge e, non ultimo, al tempo che occorre per trattare l’intero vigneto. Infine, maggiore cura e attenzione ai primi trattamenti dove tutto gioca a favore della malattia: piovosità e rapida distensione della vegetazione.

Matteo Mora, Riunite&Civ  


Le piogge preparatorie, il prolungato stato di bagnatura del terreno, l’annata piovosa hanno stimolato e favorito la peronospora. Le prime macchie sono comparse a partire dai primi di maggio; in molti casi le infezioni mostravano pochi sintomi sulle foglie e molti sui grappoli appena formati. Sebbene alcuni abbiano imputato la colpa all’efficacia del prodotto utilizzato, ritengo che, nella maggior parte dei casi, vi siano state problematiche di altro tipo: si è trattato a filari alterni, assolutamente da sconsigliare in un’annata così, a volte addirittura con volumi e dosaggi sbagliati rispetto alla vegetazione presente e al sistema d’allevamento. In altri casi la macchina irroratrice  non era tarata in modo corretto, con ugelli rotti o bloccati, pressioni di esercizio non corrette, o meccanismi di apertura tardivi. Sulla tenuta dei prodotti è importante sottolineare che ogni principio attivo ha specifiche caratteristiche di utilizzo, peculiari sui vari organi della pianta e quindi va posizionato in modo esatto. Per questo è importante, come tecnico, cercare di informare e delucidare i viticoltori sull’utilizzo corretto ed ecosostenibile degli agrofarmaci, ed evitare l’induzione di fenomeni di resistenza. Fortunatamente, per i  viticoltori soci della Cantina di S. Martino in Rio, la quasi totalità delle aziende dove erano presenti attacchi molto importanti, si sono risolti con perdite minime di uva vista la tempestività dei trattamenti.

Stefano Giovannini, Cantina Sociale di San Martino in Rio  


Nella lotta alla peronospora la prevenzione è il principio cardine di ogni scelta tecnica, ricorrendo ad interventi eradicanti solo in situazioni drastiche. La prevenzione deve basarsi su interventi cautelativi in modo da evitare l’instaurarsi di infezioni primarie che possono causare ingenti danni già a partire dai grappolini appena formati.                                                                                     

La principale difficoltà nella stesura di un piano di difesa è l’individuazione del possibile verificarsi nel tempo delle infezioni primarie, subordinate alle diverse variabili climatiche; per tale motivo il metodo più efficace per stimare la comparsa delle infezioni è quello di far ricorso ai modelli previsionali che simulano la comparsa delle infezioni fungine basandosi su dati orari di temperatura, umidità relativa, pioggia e bagnatura fogliare.                                                                                                                                      

Inoltre anche la scelta dei diversi principi attivi deve rientrare in un’ottica complessa in modo da sfruttare nel corso della stagione le potenzialità dei diversi meccanismi d’azione, sottoponendo così il patogeno ad un’ampia pressione selettiva ed evitando l’instaurarsi di fenomeni di resistenza.                                                                                                                                            

Data la complessità della lotta alla peronospora, per il viticultore è consigliabile fare riferimento al Consorzio Fitosanitario e al proprio tecnico di fiducia in modo impostare correttamente un adeguato piano di difesa.

Alberto Baroni, Cantina Sociale di Arceto   


Annata complicata a causa delle insistenti precipitazioni primaverili; chi ha commesso qualche errore all'inizio, con difficoltà ha recuperato e in alcuni casi non è riuscito a difendersi dalle infezioni prese.                                                                                    

Le valutazioni nei confronti delle strategie di difesa messe in atto sono rese difficili da diversi comportamenti e tecniche di intervento: dai volumi d'acqua irrorati per ettaro alle diverse situazioni agroambientali. Ci siamo trovati di fronte a risultati differenti con la stessa strategia di intervento, ma utilizzata in terreni diversi, dove le differenze erano dovute soprattutto a un maggiore o minore ristagno idrico. Crediamo infatti che le condizioni di saturazione idrica delle piante non abbiano permesso una buona traslocazione dei principi attivi a foglie e grappoli, ovvero che ci sia stata poca sistemia all'interno delle piante. I vitigni impiantati in terreni con un buon drenaggio riteniamo abbiano sofferto meno di attacchi fungini.                                                                                              

Avendo valutato molto bene le precipitazioni nel nostro areale, ci siamo resi conto che a fronte di piovosità così insistenti e di grande intensità, la strategia di intervento frequente è quella che ha dato i risultati migliori. Le valutazioni che riteniamo indispensabili per una buona strategia di difesa, però, non vanno fatte solo sulla base dell'utilizzo di un prodotto piuttosto di un altro, ma anche da come si pone il terreno di impianto e da come viene irrorato il prodotto, cioè valutazioni di concentrazione e di bagnatura.

Andrea Grisendi e Piero Tondelli, Al mulejn


La comparsa di infezioni gravi già su tralci di 10-15 cmè sicuramente imputabile alle cosiddette piogge preparatorie; in conseguenza a queste, l’infezione peronosporica parte anche con tralci di lunghezza inferiore ai10 cm. Ciò spiega come i danni più evidenti si siano avuti già con le piogge del 22-23 aprile nonostante la vegetazione non superasse i 5-7 cm. Alla luce di quanto osservato ci sentiamo di consigliare il rispetto di alcune norme per evitare il ripetersi di un tale danno. Rispettare le dosi ad ettaro di etichetta indipendentemente dalla fase fenologica: dosare i prodotti in base allo sviluppo vegetativo (es: 50% di vegetazione = 50% della dose ad ettaro) vanifica l’efficacia degli stessi. Rispettare le caratteristiche di impiego dei prodotti (es: un prodotto con azione preventiva è inefficace se usato dopo della pioggia infettante). Tempestività nei trattamenti: con abbondanti piogge preparatorie il primo trattamento va effettuato anche con vegetazione inferiore ai10 cm. Bagnatura fogliare uniforme: il trattamento a filari alterni a inizio vegetazione ha dimostrato di fornire una copertura inadeguata. Ridurre l’umidità del terreno: i vigneti con acqua stagnante e/o erba lunga sono quelli che hanno avuto maggiori danni.

Rossano Belloni, Giulio Beltrami, Valerio Ronzoni, Marco Tagliavini, Marco Tamagnini, 

Consorzio Agrario dell’Emilia, provincia di Reggio Emilia


L’annata agraria 2013 sarà ricordata come tra le più anomale degli ultimi anni, in quanto la piovosità che ha caratterizzato la prima parte dell’anno è stata veramente eccezionale; tale andamento meteorologico avverso ha sicuramente avuto un effetto anche sui cicli delle malattie fungine, in particolare sulla peronospora della vite.                                                                                                  

 

Al proposito, l’elevata bagnatura del terreno nei mesi primaverili ha sicuramente favorito la germinazione degli organi svernanti di peronospora nei vigneti, tanto che appena  la vegetazione del vigneto è stata sensibile, sono partite le infezioni del patogeno e la presenza dei sintomi è apparsa in molti casi direttamente sui grappoli, con forti danni nei vigneti.                                                     

In questi casi, le raccomandazioni che possiamo dare come tecnici di campo ai viticoltori è di seguire attentamente i bollettini previsionali sulla progressione delle infezioni proposti dalla rete di avvertimento Regionale, di utilizzare tempestivamente dei prodotti ad azione preventiva, di ridurre i turni di intervento e di rispettare le dosi ad ettaro previste nell’utilizzo dei singoli fitofarmaci.       

Così facendo, si può ridurre sicuramente il danno causato, in annate particolarmente difficili, dalla peronospora nel vigneto.

Claudio Cristiani, Coordinatore dei tecnici del Consorzio Agrario dell’Emilia


Come si doveva  trattare nella primavera 2013? Senz’altro è molto più facile commentare adesso che mentre la si viveva. Però un dato c’è: quando piove spesso e i vigneti sono allagati bisogna solo trattare di frequente e con qualsiasi prodotto, meglio a basso costo, almeno per i primi 3-4 trattamenti; poi si possono usare prodotti a lunga persistenza (per me la parola "curativo" non esiste) in PREVENZIONE.

La peronospora l’ho vista nei vigneti come infezione primaria il 28-29 Aprile; purtroppo i bollettini del 24 Aprile e del 3 Maggio, anche se consigliavano l’uso di prodotti a bassa dilavabilità (buona persistenza), hanno a mio parere mancato il bersaglio. Solo chi ha coperto il 28 Aprile si è salvato molto bene, soprattutto se ha mantenuto la copertura a 7-8 giorni con prodotti a base di fosetil alluminio e folpet, come fanno in altre regioni italiane. Nelle regioni dove le infezioni sono più frequenti trattano infatti con delle miscele di tre molecole e intervallano con folpet. Suggerisco di prendere in considerazione questo principio attivo anche per il disciplinare dell’Emilia Romagna. 

Federico Messori, rivenditore e agricoltore


Le copiose piogge preparatorie di fine inverno e inizio primavera che hanno determinato la maturazione delle oospore nel terreno, e la concomitanza di eventi temporaleschi nelle fase delicata del germogliamento, hanno reso necessaria un’adeguata e tempestiva difesa fitosanitaria. Il mio personale consiglio è di verificare la recettività del proprio vigneto senza aspettare miracolosi bollettini antiperonosporici e di iniziare con un prodotto di copertura eventualmente rinforzato da un citotropico/loco sistemico. Le preziose informazioni dei tecnici del Consorzio Fitosanitario, che culminano con la redazione di un bollettino antiperonosporico, sono un utile aiuto, ma certamente non si può pretendere che siano adattabili a qualsiasi vigneto della provincia.                                 

Un fattore fondamentale per una corretta difesa rimane la bagnatura fogliare; l’annata appena terminata ha messo in evidenza che bassi volumi di acqua utilizzati nei primi trattamenti possono sì andare a buon fine, ma la quantità del principio attivo deve essere regolata a seconda della superficie: vanno utilizzate corrette dosi per ettaro fin dai primi trattamenti e inoltre l’atomizzatore deve essere tarato.                                                                                                                                                                          

 

La scelta della strategia di difesa, concordata o meno col tecnico di fiducia, in molti casi può fare la differenza; i recenti antiperonosporici immessi sul mercato sono molto efficaci se utilizzati in modo preventivo e con un turno di intervento fra i 7 e i 10 giorni, a seconda delle condizioni meteo.

Roberto Bondavalli, ForGreen    


La prima parte della stagione vegetativa è stata caratterizzata da precipitazioni frequenti e intense. Quando dalla terza decade di maggio cominciarono a manifestarsi sintomi diffusi sulle foglie e sui grappoli la situazione si presentò veramente critica. Tuttavia grazie al miglioramento delle condizioni climatiche nel mese di giugno, e ai frequenti trattamenti applicati, nella maggior parte dei casi i danni della malattia sono stati contenuti.                                                                                                                                    

A questo punto facciamo alcune considerazioni: la peronospora, quando nel mese di aprile si verificano frequenti piogge preparatorie, può essere veramente pericolosa fin dalle primissime fasi vegetative e anche in condizioni di basse temperature. Pertanto risulta fondamentale anticipare i primi interventi di copertura.                                                                                                                   

In condizioni di elevata pressione della malattia e in seguito a primavere molto piovose conviene impostare una strategia di difesa basata sull’utilizzo preventivo e ripetuto di formulati contenenti il principio attivo fosetil-Al. In questo modo è possibile sfruttare gli intervalli con clima più favorevole per creare un accumulo all’interno della vite, rendendola così meno sensibile alle infezioni nelle fasi più critiche.                                                                                                                                                                                 

Inoltre, per quanto possibile, bisognerebbe evitare soprattutto con le basse temperature di rincorrere le presunte infezioni sfruttando la retroattività di principi attivi curativi.

Matteo Cantarelli e Marco Ferrari, Agri1 Progeo

 

Si ringraziano i tecnici che hanno collaborato e si chiede scusa a coloro che non fossero stati contattati, sia per dimenticanza dell’autore che per carenza di tempo.

 

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