di Rolando Valli
L’andamento climatico di quest’anno è stato favorevole alla vite fino alla fase dell’invaiatura ai primi di agosto, per poi cambiare con conseguenze dannose sia per la vite che per molti fruttiferi (es. danni da sole sui frutti di melo e di pero). Mai negli ultimi decenni si era verificato un agosto così caldo e siccitoso.
Grafico 1. Temperature e piogge medie in provincia di Reggio Emilia da gennaio a settembre 2011 (dal 31° Bollettino settimanale di produzione integrata e biologica della provincia di Reggio Emilia)
La mancanza di pioggia e le elevate temperature di fine agosto hanno infatti danneggiato le uve in fase finale di maturazione. Le previsioni iniziali di produzione di uva sono state rivedute ed a consuntivo, a secondo delle zone, si è assistito ad un calo produttivo del 10-15%, sia nella nostra provincia che più in generale nell’intero paese.
Nella terza decade di agosto si è verificato un fenomeno inusuale per noi, in quanto all’assenza di piogge si sono associate elevate temperature, con punte di 35°C ed oltre, un alto livello di radiazione diretta ed una bassa umidità relativa. La vite ne ha molto sofferto, manifestando necrosi e disseccamenti sulle foglie, appassimenti ad acini, parte di grappolo e grappoli interi, soprattutto nelle parti scoperte, esposte a mezzogiorno o sera (sud-ovest). Questo fenomeno ha interessato le varietà bianche non ancora raccolte e l’Ancellotta, molto meno i lambruschi.
Il danno si è verificato un po’ in tutti i vigneti, ma con notevole variabilità in relazione alle disponibilità di acqua nel terreno ed alla tecnica colturale adottata. Qui entra il ballo la pratica dell’irrigazione del vigneto, solo da alcuni anni considerata come importante ed in molti casi indispensabile per produrre uva di qualità. I consigli tecnici al riguardo escludono però l’irrigazione al vigneto dopo l’invaiatura: in questa fase infatti l’acino ha terminato l’ingrossamento e per la fase successiva di accumulo di sostanze nel grappolo la pianta richiede poca acqua.
Quest’anno, però, la concomitanza di assenza di piogge, di carenza di acqua disponibile nel terreno e di forte insolazione ha causato un elevato stress alle piante; in molti casi un’irrigazione tardiva di fine agosto ha consentito di limitare i danni.
Pure la tecnica colturale ha influito sul danno, in particolare il sistema d’allevamento, la direzione dei filari e le potature verdi. Le scottature e gli appassimenti di acini, parti di grappolo e interi grappoli si sono verificate nelle parti più esposte alla luce diretta e non ombreggiate dalle foglie. Certe potature verdi soprattutto se tardive ed energiche hanno scoperto troppo i grappoli, con conseguenze dannose.
Si spera che un agosto simile non si verifichi di nuovo, ma, visti i cambiamenti climatici in atto, non si può stare molto tranquilli, per cui alla luce dell’esperienza di quest’anno è senz’altro utile nel futuro calibrare meglio gli interventi irrigui e la potatura verde.