Nell’annata 2015 si è registrata una appariscente ripresa di infestazioni di ifantria americana in diverse aree della pianura Reggiana e, nell’inverno appena trascorso, processionaria del pino ha prodotto molti fastidi sociali oltre che danni alle piante colpite.
Defogliatori nel Bosco
Di Stefano Vezzadini
Durante l’estate del 2015, dopo anni di attenuata presenza, Hyphantria cunea (Ifantria americana o Bruco americano) si è ripresentata soprattutto nei Comuni della media e bassa pianura con la prima segnalazione a Lentigione di Brescello il giorno 3 di giugno: larve che attaccano filari di ciliegio e susino provenienti da un vicino filare di gelso. La presenza dell’insetto viene riconfermata intorno alla metà del mese, sempre nel Comune di Brescello su acero negundo. Dallo stesso periodo e fino al 10 di luglio si susseguono le indicazioni da Rolo, Gattatico, Fabbrico, Reggiolo e Reggio E. su piante di acero, platano, salice e tiglio. Verso la fine di agosto, in seconda generazione, nuove comunicazioni di avvistamento su acero da Campagnola Emilia e Campegine.
Si tratta di un lepidottero Arctide molto polifago: oltre a gelso, acero negundo e noce che sono tra le specie privilegiate, può colpire altre essenze ornamentali, fruttifere e vite. Il danno si concretizza in una parziale o totale defogliazione delle piante colpite.
Nei nostri areali ifantria compie solitamente 2 generazioni all’anno, dopo aver superato l’inverno come crisalide, in primavera sfarfallano gli adulti, le cui femmine depongono le uova in placche formate da diverse centinaia di elementi, generalmente nella pagina inferiore della foglia ed ai primi di giugno compaiono le larve.
Le maggiori infestazioni larvali si osservano tuttavia durante la seconda generazione che si svolge praticamente durante tutto il mese di agosto con code nel mese di settembre.
Le larve mature possono dimostrarsi particolarmente fastidiose per la popolazione in quanto spesso, scese dalle piante, si arrampicano sui muri delle vicine abitazioni, soprattutto durante la seconda generazione, per trovare riparo nei sottotetti od in altri anfratti ed incrisalidarsi per passare l’inverno.
Per combattere le infestazioni, soprattutto quando le piante interessate non sono molte, come spesso accade nei giardini, occorre svolgere alcune attività:
favorire nei parchi e nei giardini ove sono presenti diverse piante ospiti dell’insetto la vita di uccelli predatori con l’installazione di nidi artificiali e mangiatoie, queste ultime divengono fondamentali nel periodo invernale con presenza di manto nevoso
un'antica, ma ancora valida, tecnica per abbassare il livello di infestazione del fitofago, è quella di avvolgere il tronco delle piante colpite con delle strisce di cartone ondulato. Le larve mature facilmente andranno ad incrisalidarsi all’interno del cartone che occorrerà poi distruggere alla fine dell’inverno prima dello sfarfallamento.
Attenzione particolare va riservata ai Taumetopeidi non solo per i danni alle piante, ma ancor più per la caratteristica che posseggono i peli delle larve di essere urticanti per la pelle, le mucose e gli occhi dell’uomo e degli animali. Tra esse Traumatocampa (Thaumetopoea) pityocampa (Processionaria del Pino) che attacca principalmente il pino, ma può essere presente anche su cedro e larice, e la Thaumetopoea processionea (Processionaria della Quercia) che colpisce principalmente le querce.
Sono state numerose, nell’inverno appena trascorso, le segnalazioni al Consorzio Fitosanitario di presenza dei tipici nidi cotonosi bianco grigiastri di processionaria del pino. L’insetto sverna come larva e ad inizio primavera o, con inverni miti persino in gennaio, porta a termine l’attività trofica a carico delle foglie di pino per poi, una volta matura, scendere dalle piante ed andare ad incrisalidarsi nel terreno; è durante questo tragitto che le larve gregarie compaiono muovendosi in fila indiana (da questo il nome processionaria) e si verificano i casi più gravi di pericolo per la popolazione perché le persone e gli animali possono andare direttamente a toccare o venire accidentalmente a contatto con le larve ed essere soggeti a irritazione. Inoltre i peli urticanti possono staccarsi dalle larve o dai nidi che mantengono un elevato carico di peli prodotti dalle mute dell’insetto e con il vento possono entrare in ambienti abitati o nei cortili adiacenti piante colpite producendo analoghi effetti. Attenzione particolare meritano gli animali come gatti e soprattutto i cani e i cavalli che ignari del pericolo possono mordere le larve o venire a contatto con materiale urticante. L’esito risulta spesso molto pericoloso: infiammazioni e gonfiori del cavo orale e delle prime vie respiratorie con impossibilità alla deglutizione e complicazioni anche ad esito fatale.
Il controllo di processionaria del pino è legalmente regolamentato dal Decreto Ministeriale del 30 ottobre 2007 che ne rende obbligatoria la lotta qualora la presenza dell’insetto minacci seriamente la produzione o la sopravvivenza del popolamento arboreo o per prevenire rischi per la salute delle persone o degli animali.
L’insetto si può contenere intervenendo con l’asportazione e la distruzione dei nidi ed in particolare dei nidi invernali, nei momenti più freddi quando le larve sono tutte protette all’interno del nido, (una possibilità è anche quella di aprire i nidi per esporre le larve ai rigori invernali). Il periodo ideale inizia a metà Dicembre. Le operazioni sono da effettuarsi utilizzando adeguate protezioni per le vie respiratorie, gli occhi e la pelle. Vi è poi la possibilità di intervenire sulle giovani larve con prodotti microbiologici od impiegare trappole sessuali per la cattura massale dei maschi e quindi ridurre le popolazioni presenti.
Tra gli insetti defogliatori che possono essere presenti in singole piante dei giardini come in parchi o zone boschive a seconda del loro habitat, possiamo poi rinvenire:
Limantria dispar (Bombice dispari o Limantria) che trova il suo ambiente naturale sia in pianura che in montagna, procura i danni maggiori nei boschi di roverella, ma essendo polifaga, può colpire, oltre alle querce, l’acero, il carpino, il castagno, il faggio, il nocciolo, l’ontano, il pioppo, il platano, il salice, il tiglio, i fruttiferi, le conifere, ecc. Limantria compie una generazione all’anno, trascorso l’inverno sotto forma di uovo, le giovani larve in primavera iniziano l’attività trofica e in piena estate le femmine adulte depongono le uova che passeranno all’anno successivo. Tra i più efficaci predatori di limantria troviamo il Carabide Calosoma sycophanta.
Euproctis chrysorrhoea (Euprottide, Crisorrea o Bombice dal ventre bruno): l’insetto compie una generazione all’anno e le larve divorano sia le foglie che i fiori e i frutticini delle piante fruttifere, attacca inoltre acero, biancospino, carpino, castagno, faggio, frassino, nocciolo, olmo, pioppo, quercia, robinia, salice, tiglio, ecc.
In primavera le larve di 3a età, che hanno svernato sulle piante all’interno dei nidi costruiti in autunno, riprendono la loro attività trofica iniziando dai germogli. Successivamente in estate, raggiunta la maturità, sfarfallano gli adulti, le cui femmine dopo essersi accoppiate depongono le uova. Le giovani larve, da fine luglio inizio agosto, scheletrizzano le foglie per poi arrivare, a causa del loro comportamento gregario, a defogliare interamente le piante.
Un altro vorace defogliatore è Erannis defoliaria (Falena defogliatrice dei fruttiferi), Geometride abituale delle zone collinari e montagnose le cui larve vivono a spese di fruttiferi, ma anche di betulla, faggio, nocciolo, olmo, pioppo, quercia, ecc. Caratteristica particolare si denota nel comportamento dei geometridi che, nel loro stadio di larva, presentano solo 2 paia di pseudo zampe posteriori, questo provoca una andatura “a compasso” e li fa assomigliare ad uno strumento in grado di misurare la distanza, sono infatti anche detti geometre o misurini.
Facili a vedersi sono pure altre larve di Lepidotteri quali Operophtera brumata (Falena brumale o Cheimatobia) appartenente alla famiglia dei Geometridi, polifaga che si nutre, oltre a piante fruttifere, anche di castagno, faggio, frassino, ippocastano, nocciolo, olmo, ontano, quercia, tiglio, ecc., e Tortrix viridana (Tortrice verde delle querce o Tortricide defogliatore della quercia) appartenente alla famiglia dei Tortricidi le cui larve si cibano dei germogli e delle foglie di quercia, divorando il lembo e lasciando invece intatta la nervatura centrale. Nelle annate di forte infestazione possono arrivare a defogliare completamente le piante ed in questi casi occasionalmente danneggiano anche altre latifoglie quali carpino, faggio, leccio, nocciolo, ecc.
Gli attacchi contemporanei di 2 o più specie tra le quali: limantria, falena defogliatrice e tortrice verde delle querce si mostrano a volte veramente distruttivi, così come è successo in alcune annate, secondo affermazioni dei Guardiaparco: “di notte, si sentono le larve che, nel loro divorare le foglie, producono quel tipico rumore della macinazione”.
Al fine di controllare i Lepidotteri defogliatori è bene ricordare di:
progettare gli impianti tenendo conto delle caratteristiche di resistenza delle essenze impiegate e preferendo sempre la molteplicità delle stesse che impedisce la diffusione dello stesso parassita
prevenire gli attacchi parassitari anche con leggere potature o tecniche agronomiche volte a togliere le ovature prima della loro schiusa oppure i nidi nel momento più idoneo
mantenere controllati i parassiti in relazione ai cicli biologici ed alla suscettibilità delle piante
uso appropriato dei preparati a base di tossine di batteri come il Bacillus thuringiensis ssp. Kurstaki o Aizawai; questi agrofarmaci microbiologici svolgono ottima attività sulla gran parte dei parassiti ricordati purchè si intervenga sulle larve neonate che per i defogliatori delle latifoglie corrisponde, in genere, con il periodo primaverile-estivo mentre per processionaria del pino corrisponde con l’estate inoltrata o l’inizio dell’autunno
favorire la presenza o rilasciare nell’ambiente i predatori naturali di determinati fitofagi, anche allevati in biofabbrica, assicurandosi della loro sopravvivenza ed attività predatoria
utilizzo di trappole sessuali a feromoni per valutare la presenza delle specie pericolose e al contempo individuare il momento ideale per gli interventi di contenimento
impiego di trappole sessuali per la cattura di massa dei maschi di lepidotteri quali processionaria del pino e specie xilofaghe (es: Cossus cossus e Zeuzera pyrina) con ottimi risultati di riequilibrio
informare adeguatamente i cittadini che possono fruire dei parchi od aree boschive, nel caso si rendano necessari interventi che preferibilmente dovranno prediligere l’utilizzo di preparati a bassa tossicità.