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Femmina adulta

Vespa cinese del castagno



Situazione attuale
La presenza dell'insetto è stata accertata in alcuni molti castagneti reggiani. Alle prime segnalazioni pervenute nei nostri comuni di Carpineti e Casina, ben presto si sono succeduti ritrovamenti dell'insetto anche nelle province di Parma, Modena e Forlì-Cesena.
Il cinipide, originario del Nord della Cina, è stato rinvenuto per la prima volta in Europa nel 2002 negli areali pedemontani della provincia di Cuneo per essere segnalato in Piemonte, Campania, Lazio, Veneto e recentemente anche in Toscana e in Friuli Venezia Giulia.

L'arrivo nel territorio emiliano-romagnolo dell'insetto impone la necessità, da parte di tutti gli operatori del settore, di affrontare l'emergenza in modo razionale e senza inutili allarmismi.

I danni provocati da questo imenottero sono potenzialmente molto rilevanti, soprattutto considerando la naturale assenza di antagonisti nel nostro territorio e le caratteristiche tipiche dei popolamenti di castagno della nostra provincia ovvero la presenza di boschi con piante da alto fusto nelle quali risulta difficile svolgere un attento monitoraggio della situazione.

L'insetto e il suo ciclo biologico
D. kuriphilus è un piccolo imenottero (vespa) estremamente nocivo unicamente per il genere Castanea, in grado di colpire sia il castagno europeo (C. sativa) sia gli ibridi euro-giapponesi (C. crenata x C. sativa).
L'insetto compie una sola generazione all'anno caratterizzandosi per una modalità di riproduzione che non prevede la presenza dei maschi (partenogenesi), i quali sono totalmente assenti dal ciclo biologico poiché dalle uova si originano esclusivamente femmine.
Il Cinipide trascorre l'autunno e l'inverno allo stadio di larva all'interno delle gemme, senza che le piante ospiti manifestino sintomi evidenti della presenza della vespa, ovvero la comparsa delle caratteristiche galle. Alla ripresa vegetativa le larve provocano la reazione delle piante con la conseguente formazione, nell'arco di un paio di settimane, delle galle. Le larve permangono all'interno di tali ingrossamenti per circa 3-4 settimane dopodiché, superato nel periodo tra giugno e luglio lo stadio di pupa, si originano le femmine adulte che abbandonano le galle. Le femmine (lunghe 2,5-3,0 mm) di colore nero non si nutrono e immediatamente dopo la loro comparsa ovidepongono all'interno delle gemme. Verso la fine dell'estate (agosto-settembre), dopo circa 30-40 giorni dalla deposizione delle uova, compaiono le larve svernanti.
Il ciclo biologico sopradescritto è fortemente condizionato da diversi fattori, quali l'andamento stagionale (temperature primaverili), l'altitudine e l'esposizione dei castagneti, nonché dalla precocità varietale; pertanto sono possibili scostamenti delle varie fasi (fenofasi) rispetto alla temporalità sopra menzionata.

Diffusione
Questa piccola vespa è oggi molto diffusa sia in Asia che negli Stati Uniti. In Europa questo parassita è stato assente fino al 2002, anno in cui è stato accidentalmente introdotto in Italia in una zona a sud di Cuneo. Successivamente è stato segnalato anche in Campania, Lazio e Toscana.
C'è il rischio che D. kuriphilus venga introdotto e si diffonda anche in Emilia-Romagna se non vengono attuate le misure necessarie per la prevenzione ed il controllo.

Modalità di diffusione
L'insetto si giova di due modalità di diffusione:
a) attiva, mediante il volo delle femmine adulte;
b) passiva, mediante l'aiuto dell'uomo attraverso il trasporto occasionale o il commercio di materiale vivaistico (marze, astoni ecc.).
Se alla prima modalità vengono attribuite capacità di diffusione spaziale limitate, alla seconda, ed in particolar modo al commercio di materiale infestato, sono attribuite capacità di diffusione dell'insetto su vasta scala. Lo scambio di materiale vegetale di castagno, rappresenta pertanto la modalità di propagazione dell'insetto più pericolosa.

Controllo
Le strategie per il controllo presentano diverse difficoltà legate sia all'etologia dell'insetto sia alle caratteristiche dei suoi areali di proliferazione, nonché al fatto che i trattamenti insetticidi sono risultati estremamente inefficaci.
Le possibilità di lotta sono minime ed escludono il ricorso alla difesa chimica sia perché prove, condotte anche in Italia, hanno evidenziato la scarsa efficacia dei trattamenti insetticidi, sia per le gravi implicazioni di carattere ambientale che tali interventi possono provocare nelle aree di diffusione del castagno (boschi).

Nel breve periodo le forme di contenimento del cinipide sono riconducibili a:
a) azione di sorveglianza dei castagneti nei mesi compresi indicativamente da metà maggio a metà giugno, al fine di una tempestiva individuazione delle galle;
b) raccolta delle galle attraverso interventi meccanici di potatura primaverile prima dello sfarfallamento delle femmine (indicativamente entro la metà di giugno) tesi alla successiva distruzione delle stesse;
c) impiego di materiale di propagazione e piantine sani dal punto di vista fitosanitario.

Nel medio-lungo periodo le azioni che si possono intraprendere sono riconducibili a:
a) lotta biologica, impiegando l'imenottero calcidoideo Torymus sinensis Kamijo, che da molti anni viene impiegato con successo in Giappone. Le prime esperienze intraprese con questo limitatore naturale in alcune aree infestate della provincia di Cuneo si sono dimostrate incoraggianti;
b) selezione di varietà resistenti.



Per saperne di più:

- Per visionare "l'attività 2010"

- Per visionare "l'attività 2009"

- Scheda tecnica a cura del S.F.R. Emilia-Romagna "Vespa cinese del castagno"

- Scheda tecnica a cura del S.F.R. Piemonte "Cinipide del castagno"

- Per visionare i riferimenti legislativi visita la sezione "LEGISLAZIONE"



Materiale disponibile:

Fotogallery:

790
galle su foglie

09.09.2010


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