INDICAZIONI DI DIFESA

Interventi contro i giallumi della vite

(flavescenza dorata e legno nero)

PREVENZIONE DEL LEGNO NERO DELLA VITE

Interventi del mese di ottobre


Inerbimento selettivo nei nuovi impianti

 

La principale fonte del fitoplasma dello Stolbur, agente del legno nero della vite (LN), è rappresentata da diverse piante erbacee comuni nel cotico dei nostri vigneti. Il fitoplasma è acquisito attraverso la normale attività trofica da alcuni insetti appartenenti alla famiglia dei cixiidi, che ne diventano gli involontari vettori. La diffusione della malattia avviene durante le punture di nutrizione nel loro vagabondaggio da adulti.

Il più noto e sicuro vettore di LN è Hyalesthes obsoletus che, nei nostri areali, svolge parte del proprio ciclo a spese di ortica e convolvolo, spesso già infette dal fitoplasma dello Stolbur.

Favorire un cotico erboso che non sia serbatoio d’infezione e non sia favorevole alla presenza di questi insetti vettori è parte della strategia preventiva contro il legno nero, così come il diserbo mirato di ortica e convolvolo.

A questo scopo può essere utile, fin dall’impianto di un nuovo vigneto, seminare e mantenere un cotico composto esclusivamente da graminacee: queste erbacee monocotiledoni a tutt’oggi non hanno mai evidenziato nei loro tessuti la presenza del fitoplasma e su di esse l’insetto vettore non riesce ad insediarsi e completare il proprio ciclo.

Da un punto di vista agronomico, l’inerbimento nell’interfila con graminacee è considerata un’ottima pratica in quanto non compete fortemente con la vite, mentre apporta notevoli vantaggi: un minor compattamento del terreno derivato dal passaggio dei mezzi meccanici; il mantenimento della sostanza organica, della microflora e microfauna;  un minore rischio di erosione, soprattutto nei vigneti in pendenza; una maggiore traslocazione e mobilizzazione di elementi nutritivi con conseguente riduzione di fenomeni di clorosi e disseccamento del rachide; maggior approfondimento delle radici; ecc.

Nel caso di inerbimento artificiale, la scelta delle specie deve mirare a: una copertura del suolo rapida ed efficiente, una buona capacità di contrastare le erbe infestanti, un ridotto livello di competizione nei confronti della vite e la garanzia di una buona tenuta negli anni.

Le graminacee sono in grado di sopportare stress molto forti e di ogni tipo, numerosissimi tagli l’anno e un calpestio intenso.

In linea generale è consigliabile orientarsi sull’impiego di miscugli ottenuti dalla consociazione di 2-3 specie con caratteristiche complementari, miscugli cioè che uniscono specie con diverse velocità di insediamento e durata, per ottenere una maggiore adattabilità alle differenti situazioni.

Normalmente, il fattore che più condiziona la scelta delle specie e la composizione dei miscugli è la disponibilità idrica.

Uno tra i più usati è il miscuglio tipico dei campi da calcio. Solitamente, i miscugli in commercio, prevedono a diverso titolo l’impiego di Lolium spp, Festuca arundinacea, Festuca rubra, Poa pratensis e Festuca ovina, nelle varietà di dimensioni e sviluppo più modeste.

Per una buona riuscita dell’insediamento del cotico di graminacee si raccomanda una buona preparazione del letto di semina, la semina autunnale e l’utilizzo di una buona dose di seme, anche per ottenere tappeti meno inquinati da infestanti. È buona regola, dopo la semina, non entrare con mezzi meccanici nel vigneto per un periodo sufficientemente lungo.

In seguito, per il mantenimento del cotico, si ricorda di effettuare i tagli dell’erba non al disotto dei 5 cm; di procedere a un primo taglio precoce, possibilmente con barra falciante; non effettuare tagli troppo ravvicinati (attendendo almeno 35-40 gg prima del taglio successivo); infine, l’ultimo taglio dell’anno non deve essere troppo ritardato per consentire all’erba l’accumulo di sostanze di riserva per l’inverno.

Si ricorda che il prato ha un consumo di azoto di cui si deve tenere conto in fase di concimazione e che può a volte necessitare di operazioni di arieggiamento, ottenuto tramite ripuntatore. 

Per ulteriori informazioni:

Colugnati G., Cattarossi G., Crespan G. - L’inerbimento nel vigneto moderno. L’Informatore Agrario 10, 2006.



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Il diserbo autunnale 

Il diserbo autunnale di ortica e convolvolo è importante per la strategia di difesa preventiva della vite dal legno nero.

L’eliminazione di queste due infestanti ha lo scopo di ridurre sia l’inoculo di fitoplasma del legno nero nell’ambiente che le popolazioni dell’insetto vettore. Infatti, le forme giovanili di Hyalesthes obsoletus (vettore del legno nero), presenti dalla fine dell’estate, acquisiscono generalmente il fitoplasma alimentandosi sulle radici delle due specie erbacee.

Nel vigneto, ortica e convolvolo occupano spazi diversi. L’ortica predilige luoghi con buona presenza di sostanza organica e disponibilità d’acqua, quali ad esempio rive di canali e fossi, dove anche gli sfalci sono poco frequenti. Diverso il caso del convolvolo che tende a localizzarsi all’interno del vigneto, occupando soprattutto lo spazio privo di altre malerbe sulla fila.

Il diserbo dell’ortica può essere effettuato con prodotti a base di glifosate, distribuiti localmente con opportune attrezzature quali, ad esempio, le pompe a spalla. Come tempistica sono da preferire le prime settimane dopo la vendemmia, per le temperature non troppo basse e la malerba ancora in attività e in grado di assorbire il prodotto.

Quando l’infestante cresce su ripe inclinate, per prevenire fenomeni di smottamento, è importante limitare le aree da diserbare alle sole macchie di ortica.

Porre molta attenzione ai potenziali fenomeni d’inquinamento delle acque superficiali, causati dalla deriva del trattamento, che sono assolutamente da evitare.

La tempistica per il diserbo autunnale del convolvolo sulla fila, a base di glifosate, deve tener conto anche della caduta delle foglie di vite, per evitare che lo strato di foglie morte sul terreno funga da barriera.

Convolvolo e ortica sono specie perenni da rizoma e per devitalizzare anche l’apparato radicale richiedono un utilizzo di glifosate alle massime dosi d’impiego prescritte in etichetta.

Il diserbo di queste tenaci infestanti necessita di successivi interventi anche primaverili, non solamente di carattere chimico ma anche agronomico, come ad esempio sfalci o trinciature ripetute.

Per ulteriori info clicca qui


 Interventi del mese di giugno

Trattamento obbligatorio

A SCAFOIDEO

(cicalina della flavescenza dorata della vite)

(determinazione del SFR n. 8072 del 19/05/2016)

Nelle aree vitate della provincia di Reggio Emilia è obbligatorio eseguire 1 trattamento insetticida contro lo scafoideo.

Nei vigneti a conduzione biologica sono obbligatori almeno 2 trattamenti.

Nei vigneti campi di piante madri ne sono obbligatori due.

L’intervento ha valore di lotta obbligatoria se effettuato tra il 10 giugno e il 10 luglio (con l’obbligo di 2 interventi il limite per il secondo intervento è il 31 luglio).

scafoideo.jpg

È possibile utilizzare:

  • acetamiprid e thiamethoxam nei primi giorni del periodo consigliato;

  • clorpirifos, clorpirifos metile o etofenprox negli ultimi giorni del periodo;

  • buprofezin, anticipato tra il 10 e il 15 giugno (eventualmente seguito da un secondo trattamento abbattente da effettuare all’incirca un mese dopo).

 Nei vigneti a conduzione biologica intervenire con piretrine due o tre volte ogni 10 giorni da inizio periodo consigliato.

È VIETATO TRATTARE CON INSETTICIDI E ACARICIDI QUANDO LE COLTURE E IL COTICO SOTTOSTANTE SONO IN FIORITURA.

PER MEGLIO TUTELARE GLI INSETTI PRONUBI TRINCIARE L’ERBA SOTTO AL VIGNETO 1-2 GIORNI PRIMA DEL TRATTAMENTO.

Avvisare il vicino apicoltore!

nota bene

  • Un ulteriore trattamento insetticida contro il vettore della flavescenza (posizionato circa 30 giorni dopo) può essere utile in caso di:

  • Elevate popolazioni iniziali di scafoideo

  • Alta incidenza della malattia

  • Vigneti in allevamento.

  • Negli interventi con piretrine acidificare l’acqua (pH 5,5-6) e trattare verso sera.

  • Le aziende agricole che non sono “biologiche” mache intendanousare le piretrine dovranno eseguire almeno i due interventi obbligatori previsti per i vigneti a conduzione biologica.

  • Vista la predilezione delle forme giovanili a stazionare sulle foglie più basse, si può meglio colpire la cicalina dirigendo i getti dell’atomizzatore anche sugli eventuali polloni presenti.

  • Alternare i prodotti a modalità d’azione differente.

  • Per coloro che aderiscono ai diversi regolamenti di produzione si raccomanda di fare riferimento ai relativi disciplinari.

Risultati immagini per pdf   

     Scarica il volantino_LottaObbligatoria


Interventi del mese di aprile

Ortica e convolvolo sono serbatoi del fitoplasma agente del legno nero e nonché principali ospiti del suo vettore, lo Hyalesthes obsoletus, su cui compie l’intero ciclo.

L’ovideposizione dello ialeste al colletto dell’ortica, in primis, ma anche del convolvolo, durante l’estate dà luogo a forme giovanili svernanti che vivono sulle radici e che completano il loro sviluppo tra maggio e luglio dell’anno successivo.

Per ridurre il serbatoio d’infezione e contenere le popolazioni del vettore è possibile agire con il diserbo delle due specie prima che lo sviluppo preimmaginale dello ialeste si completi.

Contenimento primaverile di ortica e convolvolo

Intervenire in modo circoscritto su ortica e convolvolo che infestano le tare, i bordi di fossi e scoline e le capezzagne dei vigneti con glifosate* a dose di etichetta. Si ricorda che, ad esempio, alcuni formulati contenenti il 30,4% di glifosate prevedono impieghi localizzati su macchie di infestanti biennali utilizzando concentrazioni del prodotto in acqua del 2-5%.

Per il convolvolo intervenire con glifosate anche sulla fila.

Porre molta attenzione, lungo canali e scoline ad eventuali possibilità di inquinamento delle acque superficiali che deve essere assolutamente evitato.

Si consiglia di completare gli interventi, perché abbiano effetto anche sul vettore, entro la fine del mese di aprile e di ridurre al minimo gli sfalci di ortica e convolvolo nel periodo di volo di ialeste (giugno-agosto).

* Nota bene:

1) I formulati a base di glifosate autorizzati presentano una nuova etichetta, con le limitazioni imposte dal regolamento europeo, disponibile a partire dal 20/09/2016.

2) È stata revocata a partire dal 22/08/2016 l’autorizzazione dei prodotti fitosanitari a base di glifosate contenenti il coformulante ammina di sego polietossilata. La vendita, previa rietichettatura, delle scorte è consentita:

 - fino al 22 febbraio 2017 per la commercializzazione da parte del titolare delle autorizzazioni e la vendita da parte dei rivenditori e/o distributori autorizzati;

 - fino al 22 maggio 2017 per l’impiego da parte degli utilizzatori finali.

In ogni caso sconsigliamo l’utilizzo di tali prodotti e di preferire le formulazioni a base di glifosate prive di ammina di sego polietossilata.


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